Voltura o subentro: come capire quale ti serve

Per scegliere fra voltura e subentro basta controllare una sola cosa: lo stato del contatore della luce e del gas nella casa in cui ti trasferisci. Se l'apparecchio è ancora acceso a nome di un'altra persona, ti serve la voltura. Se è installato ma spento, ti serve il subentro. Sono due pratiche diverse e non interscambiabili: chiedere al fornitore quella sbagliata significa perdere giorni di lavorazione.

Voltura

Il contatore è già acceso ma intestato al precedente inquilino. La fornitura non si interrompe: si registra solo il nuovo nome.

  • tempi: 5-7 giorni lavorativi;
  • costi: 25-50 € per utenza;
  • nessun intervento tecnico in casa.

Subentro

Il contatore è installato ma spento: il precedente inquilino ha disdetto, oppure è stato distaccato per morosità o lunga assenza.

  • tempi: 7 giorni (luce), 12 giorni (gas);
  • costi: 25-50 € per utenza;
  • per il gas serve l'appuntamento del tecnico.

Per il dettaglio operativo delle due pratiche puoi consultare le guide specifiche alla voltura e al subentro: qui ci concentriamo sul confronto fra le due, sui costi e sulle situazioni di confine che spesso creano dubbi.

Le differenze fra voltura e subentro punto per punto

Le due pratiche condividono molte caratteristiche (entrambe si avviano con il fornitore, entrambe hanno costi nell'ordine di alcune decine di euro), ma differiscono per presupposto, tempistiche tecniche e impatto sull'erogazione. La tabella riassume le differenze principali.

Confronto fra voltura e subentro per luce e gas
Caratteristica Voltura Subentro
Stato del contatore Acceso, intestato a un altro Presente ma disattivato
Tempi luce 5-7 gg lavorativi 7 gg lavorativi
Tempi gas 5-7 gg lavorativi 12 gg lavorativi
Intervento tecnico Nessuno Sì, soprattutto per il gas
Continuità fornitura Sempre attiva Riattivazione necessaria
Costo per utenza 25-50 € 25-50 €
Cambio fornitore in contemporanea Sì, voltura con cambio fornitore Sì, scelta libera del nuovo fornitore

Schema di confronto fra voltura e subentro per uso domestico residenziale. Importi indicativi: il costo esatto dipende dal fornitore.

Quanto costano voltura e subentro

Le due pratiche hanno un costo complessivo simile, dell'ordine di 25-50 € per utenza, IVA inclusa, addebitato nelle prime bollette. La struttura del costo è la stessa: un contributo amministrativo al distributore (per la modifica nei sistemi o per la riattivazione del contatore) e una quota fissa al venditore di 23 € per la pratica del nuovo contratto.

La differenza principale sui costi riguarda il subentro gas, dove il distributore può richiedere una verifica dell'impianto prima della riattivazione: se è necessaria, va aggiunta una spesa extra di alcune decine di euro. Per la voltura non esiste questa voce, perché il contatore è già attivo e non serve nessun controllo di sicurezza.

Sul mercato libero alcuni fornitori azzerano la quota del venditore come incentivo per nuovi clienti che fanno la voltura con cambio fornitore o un subentro su una nuova offerta. Vale la pena confrontare le condizioni delle offerte luce e gas prima di firmare la pratica.

Tempi standard ARERA e indennizzi in caso di ritardo

Sia per la voltura sia per il subentro, ARERA ha fissato tempi massimi di lavorazione che fornitori e distributori sono tenuti a rispettare. Per la voltura il limite è di 5-7 giorni lavorativi, suddivisi fra fornitore (2 gg per inoltrare la richiesta) e distributore (resto del tempo per la registrazione del cambio).

Per il subentro i limiti sono diversi: 7 giorni lavorativi per la luce e 12 per il gas, con la maggior parte del tempo a carico del distributore (5 gg luce, 10 gg gas) per la riattivazione fisica del contatore. La differenza è dovuta al fatto che il gas richiede di norma un tecnico in casa, mentre la luce sui contatori 2G viene riattivata da remoto.

Se il distributore sfora i tempi previsti, scattano gli indennizzi automatici ARERA:

  1. 35 € se la pratica viene completata entro il doppio del tempo massimo;
  2. 70 € se viene completata entro il triplo del tempo massimo;
  3. 105 € se va oltre il triplo del tempo massimo.

L'indennizzo viene accreditato in bolletta automaticamente, senza che tu debba farne richiesta. Se non lo vedi nelle bollette successive, puoi reclamare al fornitore o presentare istanza allo Sportello del Consumatore Energia di ARERA.

Documenti necessari (per entrambe le pratiche)

La documentazione richiesta è quasi identica per voltura e subentro. Avere tutto pronto in anticipo permette di chiudere la pratica in un'unica chiamata o sessione online, senza dover richiamare il fornitore per integrare i dati mancanti.

  • dati del nuovo intestatario: nome, cognome, codice fiscale, copia carta d'identità;
  • indirizzo: di fornitura, di residenza e di recapito bolletta;
  • dati del precedente intestatario (solo per la voltura): nome, cognome, codice fiscale se disponibili;
  • codice POD per la luce, codice PDR per il gas;
  • autolettura del contatore alla data del trasferimento;
  • IBAN per la domiciliazione bancaria;
  • potenza impegnata per la luce (3 kW è lo standard);
  • modalità d'uso del gas (cottura, riscaldamento, acqua calda).

Per il subentro gas può essere richiesta in più la dichiarazione di conformità dell'impianto interno: se il contatore è stato fermo a lungo, il distributore controlla che l'impianto sia ancora a norma prima di riattivare la fornitura.

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Domande frequenti su voltura e subentro

No. La scelta dipende esclusivamente dallo stato del contatore: se è attivo serve la voltura, se è spento serve il subentro. Chiedere al fornitore la pratica sbagliata significa perdere giorni di lavorazione, perché il fornitore deve poi correggere e riavviare la richiesta corretta. Il modo più rapido per verificare è accendere una luce o un fornello: se funziona, è voltura.

Le due pratiche hanno costi simili (25-50 € per utenza) e la convenienza non è una variabile: la pratica giusta dipende dallo stato del contatore. La differenza pratica è che la voltura non comporta interruzioni e si chiude in 5-7 giorni, mentre il subentro richiede una riattivazione e per il gas 12 giorni lavorativi. Se hai la possibilità di scegliere, accordati col precedente inquilino perché non disdica prima del tuo arrivo.

Sì in entrambi i casi. Per la voltura esiste la formula della voltura con cambio fornitore, che fa le due operazioni in un'unica pratica. Per il subentro la scelta è ancora più libera, perché il contratto è disdetto: puoi attivare la fornitura con qualsiasi venditore del mercato libero, non sei legato al precedente.

Se la disdetta arriva prima che tu chieda la voltura, il contatore viene disattivato: a quel punto la pratica corretta è il subentro, non più la voltura. I tempi si allungano (12 giorni per il gas) e per il gas serve l'appuntamento del tecnico. Per evitarlo, conviene mettersi d'accordo col precedente inquilino di non disdire prima della tua data di trasferimento.

Quasi sempre il nuovo inquilino: è chi sottoscrive il contratto di fornitura a sostenere i costi della pratica. Lo stesso vale per la voltura: il costo va a chi diventa nuovo intestatario, non al proprietario dell'immobile (che resta estraneo al rapporto col fornitore se le utenze sono intestate all'inquilino). Eccezione il caso degli alloggi con utenze intestate al locatore, dove i costi seguono le clausole del contratto d'affitto.