Quanto costa il canone RAI nel 2026

Dal 2025 il canone RAI è tornato all'importo ordinario di 90 € all'anno, dopo la riduzione temporanea a 70 € applicata solo per il 2024 dalla Legge di Bilancio. L'addebito avviene direttamente in bolletta elettrica, in 10 rate mensili da 9 € ciascuna, da gennaio a ottobre. Compare in bolletta come voce separata dalle componenti energia.

Negli ultimi due mesi dell'anno (novembre e dicembre) la voce non compare in bolletta perché il canone è già stato saldato. Per chi paga in bolletta bimestrale le rate diventano cinque, da 18 € ciascuna sui primi cinque cicli di fatturazione.

90 €

Costo annuo 2026

Tornato all'importo ordinario dal 2025

9 €/mese

Rata mensile

10 rate da gennaio a ottobre

31 gennaio

Scadenza esenzione

Per la dichiarazione di non detenzione TV

Costi del canone RAI in bolletta luce per il 2026
Voce Importo
Costo totale annuo 90 €/anno
Rata mensile (bolletta mensile) 9 €/mese × 10 rate
Rata bimestrale (bolletta bimestrale) 18 €/bimestre × 5 rate
Sanzioni per mancato pagamento o falsa dichiarazione da 200 € a 600 €

Importi del canone RAI in bolletta per l'anno 2026. Aggiornamento: per il 2024 l'importo era stato ridotto a 70 € (7 €/mese) dalla Legge di Bilancio 2024.

Chi deve pagare il canone RAI

Il canone RAI è dovuto da chiunque possieda un apparecchio televisivo nella propria abitazione di residenza anagrafica, indipendentemente dal fatto che lo guardi o meno. Lo paga l'intestatario dell'utenza elettrica della residenza, sia che si tratti del proprietario sia che si tratti dell'inquilino in affitto. Dal 2016 l'addebito avviene in automatico sulla bolletta luce.

L'inserimento del canone in bolletta luce, introdotto con la Legge di Stabilità 2016, ha drasticamente ridotto l'evasione: prima della riforma il tasso era intorno al 27%, oggi è sceso al 3% circa. La logica è che lo Stato presume la detenzione di un televisore in ogni abitazione di residenza con un'utenza elettrica attiva, salvo dichiarazione contraria.

Chi possiede solo apparecchi radiofonici e nessuna TV non è tenuto al canone ordinario, ma deve comunque presentare la dichiarazione di non detenzione per non vederselo addebitare. Discorso diverso per il canone speciale, che riguarda locali commerciali e attività pubbliche con TV: in quel caso il canone va pagato anche solo per la radio.

Chi può chiedere l'esenzione dal canone RAI

L'esenzione si ottiene se rientri in una delle categorie previste dalla legge: la più diffusa è la non detenzione di apparecchio TV, ma esistono altre situazioni che consentono di non pagare il canone. La domanda va presentata ogni anno all'Agenzia delle Entrate, di norma entro il 31 gennaio.

  • chi non detiene una TV (né televisore, né dispositivi atti a ricevere il segnale televisivo);
  • cittadini con età superiore ai 75 anni e reddito annuo complessivo (proprio e del coniuge) non superiore a 8.000 €;
  • chi paga già il canone su un'altra utenza intestata a sé stesso (per esempio coniuge dell'intestatario);
  • residenti presso case di riposo;
  • forze armate NATO di cittadinanza non italiana e personale diplomatico straniero in regime di reciprocità;
  • militari italiani ospitati in case del soldato o sale convegno delle forze armate;
  • rivenditori e riparatori di apparecchi televisivi (canone speciale).

La modulistica si scarica dal sito dell'Agenzia delle Entrate alla sezione "Canone TV - Casi di esonero". Per i casi più comuni (non detenzione, seconda casa, intestatario deceduto) abbiamo guide dedicate: consulta il modulo per l'esenzione e la guida specifica al canone RAI per la seconda casa.

Cosa succede al canone RAI se cambio fornitore

Quando cambi fornitore di luce il canone RAI continua a essere addebitato regolarmente: cambia solo il soggetto che te lo fattura (il nuovo venditore al posto del vecchio). La legge di Stabilità ha definito regole precise per evitare doppi addebiti o "buchi" nel passaggio: il vecchio fornitore raccoglie le rate fino al periodo della sua ultima fatturazione, il nuovo prende in carico le rate dal mese di propria competenza.

Per esempio, se passi al nuovo fornitore a marzo e la prima bolletta arriva a maggio, il vecchio fornitore addebita il canone fino a marzo e il nuovo riprende dal mese di aprile. Non rischi di pagare due volte la stessa rata: i sistemi dell'Agenzia delle Entrate e dei distributori sono allineati per evitare sovrapposizioni.

Se hai dubbi sul subentro del canone in fase di switch fornitore puoi controllare la prima bolletta con il nuovo venditore: la voce "Canone TV" compare separatamente dagli importi energia ed è facilmente verificabile.

Cosa succede se non pago il canone RAI

Se non paghi il canone RAI in bolletta luce la fornitura elettrica non viene staccata: il canone è una tassa erariale, non una componente energetica, quindi il distacco per morosità riguarda solo le voci energia, trasporto, oneri e imposte. Il fornitore continua a fatturarti il canone fino a quando l'Agenzia delle Entrate non riceve la prova del pagamento o la dichiarazione di esenzione.

Le conseguenze del mancato pagamento, se non hai diritto all'esenzione, sono però significative: sanzioni amministrative da 200 € a 600 € a cui si sommano interessi e l'eventuale recupero coattivo da parte dell'Agenzia delle Entrate. In caso di falsa dichiarazione di non detenzione, le sanzioni sono ancora più pesanti e possono ricadere anche penalmente.

Se hai rate arretrate degli anni scorsi non saldate, queste vanno pagate non in bolletta ma con modello F24. La nostra guida al canone RAI con F24 e all'iter dei pagamenti arretrati spiega come compilare il modello e quali codici tributo usare.

Come chiedere il rimborso del canone già pagato

Se hai pagato il canone in bolletta nonostante avessi diritto all'esenzione (per esempio perché non possiedi una TV ma non hai presentato in tempo la dichiarazione), puoi chiedere il rimborso all'Agenzia delle Entrate. La procedura è gratuita e si fa interamente online.

La domanda si presenta sul sito dell'Agenzia delle Entrate alla sezione "Canone TV - Rimborso": serve indicare i propri dati anagrafici, l'importo da rimborsare e la motivazione (mancato possesso di TV, doppio addebito, decesso dell'intestatario). Dopo le verifiche l'Agenzia comunica al fornitore di accreditare l'importo nella prossima bolletta.

I tempi per la lavorazione sono nell'ordine di alcuni mesi. Tieni presente che il rimborso può essere richiesto entro 10 anni dalla data del pagamento errato, secondo i termini ordinari di prescrizione fiscale.

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Domande frequenti sul canone RAI in bolletta

Sì. Se non hai un'utenza elettrica intestata o se hai chiesto e ottenuto l'esenzione dall'addebito automatico, puoi pagare il canone con modello F24 in unica soluzione (90 €) entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento. Lo stesso vale per i pagamenti arretrati di anni precedenti, che vanno saldati esclusivamente con F24.

Sì, basta possedere un apparecchio atto a ricevere il segnale. La legge si riferisce al possesso del dispositivo, non al suo effettivo utilizzo: anche una TV in cantina o un televisore non collegato all'antenna fanno scattare l'obbligo. Solo la dichiarazione di non detenzione all'Agenzia delle Entrate permette di non pagare.

No. La legge italiana esclude dal canone i dispositivi multimediali come smartphone, tablet e computer, anche se permettono di guardare RaiPlay o programmi televisivi in streaming. Sono soggetti al canone solo gli apparecchi pensati specificamente per la ricezione del segnale televisivo (TV tradizionali, decoder, monitor con sintonizzatore TV).

Lo paga sempre l'intestatario dell'utenza elettrica: di norma è l'inquilino, perché è lui che firma il contratto di fornitura della residenza in affitto. Se invece l'utenza è ancora intestata al proprietario, l'addebito ricade su di lui: anche se la TV è dell'inquilino. Per evitare equivoci, al momento del trasloco verifica che la voltura sia stata fatta.

Il canone è addebitato in 10 rate da gennaio a ottobre, quindi nelle bollette di novembre e dicembre la voce "Canone TV" non compare. È un comportamento normale e non un errore di fatturazione: la quota annuale è già stata interamente saldata nei dieci mesi precedenti.