Cos'è il subentro e quando serve

Il subentro è la riattivazione di un contatore disattivato: il distributore ha chiuso il contratto del precedente cliente (per disdetta o morosità), il contatore è ancora fisicamente in casa ma non eroga corrente o gas. Per accendere la luce serve un nuovo contratto di fornitura con un fornitore (Enel o un altro), che inoltri al distributore la richiesta di riattivazione.

È diverso dalla voltura (contatore attivo che cambia intestazione) e dall'prima attivazione (contatore mai acceso). Il segnale per capire se serve un subentro è semplice: aprendo il rubinetto del gas o premendo l'interruttore della luce non succede nulla.

È la pratica tipica di chi compra una casa rimasta vuota per qualche mese, oppure di chi prende in affitto un'abitazione il cui inquilino precedente aveva chiuso le utenze. Per il proprietario è anche l'occasione per scegliere un fornitore diverso da quello del precedente contratto.

Costi e tempi del subentro Enel

I costi base sono uguali per tutti i fornitori del mercato libero, perché regolati da ARERA. Si compongono di un contributo distributore (riattivazione fisica), un contributo amministrativo del fornitore e l'imposta di bollo. Il deposito cauzionale si applica solo a chi non sceglie la domiciliazione bancaria.

Costi e tempi del subentro Enel luce e gas
Voce Importo / Tempo
Contributo subentro luce 23-30 € + IVA
Contributo subentro gas 23-30 € + IVA
Imposta di bollo 16 € a contratto
Deposito cauzionale Solo senza domiciliazione
Tempi luce 7 giorni lavorativi
Tempi gas 12 giorni lavorativi

Costi del subentro Enel. Cifre allineate al regolamento ARERA, identiche presso tutti i fornitori del mercato libero.

Come richiedere il subentro con Enel

Si parte scegliendo un'offerta Enel (Move, Fix Web, Fix sono tutte compatibili) e firmando il contratto online o per telefono. Enel inoltra la richiesta al distributore, che invia un tecnico per riaprire il contatore e installare il sigillo di erogazione. Per il gas è quasi sempre necessaria la presenza dell'intestatario o di un suo delegato in casa.

  • codice POD per la luce e codice PDR per il gas, riportati sul contatore o nei documenti di vendita/affitto;
  • dati anagrafici e codice fiscale dell'intestatario;
  • indirizzo dell'immobile e dati catastali;
  • per il gas: dichiarazione di conformità dell'impianto interno (DM 37/08), obbligatoria se l'impianto è stato modificato o non è mai stato collaudato;
  • IBAN per la domiciliazione bancaria (raccomandata per evitare il deposito cauzionale);
  • email per la fattura digitale.

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Domande frequenti sul subentro Enel

Vai al contatore e prova ad accendere una lampadina. Se la luce arriva, il contatore è attivo e ti serve una voltura per cambiare intestazione. Se la luce non arriva, il contatore è disattivato e ti serve un subentro per riattivarlo. Lo stesso vale per il gas: apri il rubinetto e prova ad accendere il fornello.

Non ha rilevanza diretta sui tempi della pratica. Ma se la disattivazione è molto lunga (oltre 12-18 mesi), il distributore può richiedere una verifica tecnica aggiuntiva o, in alcuni casi, considerare il caso come una prima attivazione con costi leggermente diversi. La valutazione la fa il distributore in base allo storico del POD/PDR.

Per la luce di solito no: la riattivazione avviene da remoto sul contatore 2G. Per il gas, sì: serve la presenza dell'intestatario o di un delegato per la verifica della tenuta dell'impianto e l'apertura fisica del rubinetto principale. Il distributore concorda l'appuntamento in fascia oraria.

Sì. Il cambio fornitore è gratuito; il subentro costa 23-30 € + IVA per utenza più diritti e imposta di bollo. La differenza si spiega con l'intervento fisico richiesto al distributore: il cambio fornitore è solo una rotazione amministrativa (il contatore resta attivo), il subentro è una vera riattivazione tecnica.

Sì. Su tutte le offerte Enel, l'attivazione della domiciliazione bancaria esonera dal versamento del deposito cauzionale (di solito 25-50 € per contatore). Per chi sceglie il bollettino postale o altri metodi non automatici, il deposito viene addebitato e successivamente rimborsato alla fine del contratto.