Potenza Elettrica del Contatore Luce: come sceglierla?

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Qual è la potenza elettrica del contatore luce più adatta a te? Scoprilo ora!
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Conoscere la potenza elettrica del contatore luce di casa è fondamentale per scegliere una tariffa in grado di supportare le tue abitudini di consumo. Ad esempio c'è una grande differenza tra le forniture da 1,5 kW e quelle oltre 6 kW. Scopri come aumentare o diminuire la potenza elettrica e come sceglierla per il tuo immobile!


Scegliere la potenza elettrica del contatore più alta rispetto quella necessaria può rappresentare un notevolmente costo elevato. Qui trovi le differenze tra le principali potenze disponibili per le utenze domestiche, mentre più hai la guida completa per orientarti alla scelta.

Come scegliere la potenza elettrica del contatore?
POTENZA DEL CONTATORE TIPO DI IMMOBILE ESEMPI
1,5 kW Piccoli immobili senza tanti elettrodomestici di consumo Rustico con solo illuminazione e frigorifero
3 kW Soluzione più comune per proprietà di più tipi, da appartamenti a ville Casa di circa 100 mq con elettrodomestici di base (lavatrice, lavastoviglie, frigorifero, forno)
4,5 kW Case con diversi elettrodomestici, come congelatore, scaldabagno, asciugatrice e condizionatori Immobile di circa 120 mq con numerosi elettrodomestici, come lo scaldabagno elettrico
6 kW Immobili con impianti elettrici importanti e che consumano molto Immobile di grandi dimensioni, con cucina a induzione invece che gas e impianto a pompa di calore
Più di 6 kW Proprietà con specifici impianti elettrici dall’alto livello di consumo Immobili e proprietà domestiche con pannelli solari, piscine riscaldate o macchinari energivori

Potenza elettrica definizione: cos’è?

La potenza contrattualmente impegnata è il livello di potenza indicato nei contratti e reso disponibile dal fornitore; la potenza impegnata viene definita invece in base alle esigenze del cliente al momento della conclusione del contratto, in funzione del tipo e del numero di apparecchi elettrici normalmente utilizzati.

Dizionario Treccani

La definizione di potenza elettrica è senza dubbio importante, per questo spesso viene cercata come "potenza elettrica Zanichelli" o tramite più fonti. Seguendo quella del dizionario Treccani la potenza elettrica del contatore rappresenta il limite massimo che può assorbire la rete elettrica e il contatore in un momento.

Questo elemento è fondamentale per diversi motivi, non solo per il numero di elettrodomestici da poter utilizzare contemporaneamente, bensì anche per quale tipo di contratto di fornitura sottoscrivere. In generale, la potenza del contatore luce viene misurata in kilowatt (cioè in kW).

Potenza elettrica unità di misura: è precisa? Sì, la misurazione della potenza elettrica di una classica utenza domestica è precisa, infatti la potenza impegnata è di 3 kW. Un discorso differente è la potenza elettrica disponibile, che consiste nel 3 kW + il 10% di tolleranza, cioè questa percentuale rappresenta il livello massimo di potenza prelevabile da un impianto, oltre il quale la fornitura si interrompe. In parole più semplici è il limite oltre il quale scatta il contatore.

Come sapere qual è la potenza del contatore luce di casa?

La potenza del contatore è una di quelle informazioni che non può mancare all'interno della bolletta, come da disposizioni dell'ARERA. Nella nuova Bolletta 2.0 trovare questo dato è semplicissimo, in quanto viene espresso solitamente in prima o seconda pagina.

All'interno della categoria "Tipologia di contratto" o "Dati di fornitura" in fattura puoi leggere due voci:

  • Potenza contrattualmente impegnata (solitamente di 3,0 kW);
  • Potenza disponibile (solitamente di 3,3 kW).

In alternativa alla bolletta, questa informazione è presente anche all'interno del contratto sottoscritto per la fornitura luce di casa. Questo documento può essere letto molto spesso anche all'interno dell'area clienti o dell'app messa a disposizione dal fornitore.

Infine un'ultima opzione è quella di recarti direttamente al contatore. Soprattutto i modelli elettronici e di ultima generazione sono in grado di fornire tante informazioni, tra cui la potenza elettrica. Puoi trovarla schiacciando il tasto laterale e leggendo sul display i dati di cui hai bisogno.

Quali sono i fattori che aumentano la potenza elettrica necessaria?

Senza dubbio la scelta della potenza elettrica in kW dipende da più fattori, primo tra tutti le abitudini di consumo. Scegliere correttamente questo valore è fondamentale in quanto rappresenta il valore massimo di potenza che può essere assorbita dalla rete elettrica, quindi anche che può essere utilizzata in casa.

Il fattore principale da cui dipende la potenza elettrica del contatore è sicuramente il tipo e il numero di elettrodomestici utilizzati contemporaneamente in un'abitazione.

Cosa succede se supero la potenza elettrica assorbita? Di solito in questo caso scatta il contatore, che dal display comunica un sovraccarico della rete. Il consiglio è quello di spegnere qualche elettrodomestico in funzione e riattivare il contatore luce tramite l'apposita levetta.

Questo succede in quanto le potenze dei singoli elettrodomestici o apparecchi elettrici si sommano e superano il limite massimo previsto nel contratto, solitamente di 3 kW per le forniture ad uso domestico. Ad esempio accendendo contemporaneamente la lavatrice, il forno e la lavastoviglie è sicuro il superamento di questo limite.

Nel caso in cui questi picchi di potenza siano frequenti durante l'anno, una delle conseguenze potrebbe essere l'aumento di potenza coatto. Con questo termine si indica una disposizione prevista dall'articolo 8 della delibera ARERA 654/2015/R/eel che prevede che in caso di sistematici superamenti del picco massimo il distributore locale può procedere alla modifica unilaterale di potenza.

In sintesi, se i picchi si verificano con costanza in almeno 2 mesi diversi all'interno di 1 anno solare il distributore ha la facoltà di aumentare la potenza contrattuale impegnata o di installare dei limitatori di potenza. Questo per il cliente può significare dei notevoli aumenti di costo in bolletta, per il servizio attivo e per la gestione della pratica.

Certamente l'aumento della potenza non è irreversibile, anzi puoi cambiarlo in qualsiasi momento a meno che non ci sia un caso di morosità. Cioè nella situazione cui non hai pagato le bollette potrebbe esserci una riduzione di potenza dopo gli avvisi di pagamento.

Come sapere se il distributore ha ridotto la potenza per morosità? In caso di riduzione della potenza per morosità e fatture non pagate, il contatore potrebbe scattare spesso e presentare sul display la voce "fattore K15", cioè la segnalazione del 15% di energia disponibile in meno.

Come si calcola il consumo con la formula della potenza elettrica?

Esistono due tipi diversi di calcoli relativi alla potenza elettrica (quindi anche diverse formule, cercate anche come "potenza elettrica formule inverse"). Il primo riguarda il calcolo del consumo in base alla potenza elettrica in generale.

Con potenza elettrica in questo caso si indica la velocità, commisurata al tempo, nella quale l'energia elettrica si trasferisce in un circuito. Quindi può essere considerata come la quantità di energia che consuma un elemento in un determinato periodo di tempo.

Perciò per calcolare i consumi è necessario considerare la potenza massima come limite e sommare i singoli elettrodomestici per non superare quella somma. Nella pratica questo significa che se una lavatrice consuma 1,5 kW e un forno 1,5 kW, all'utilizzo di questi due elettrodomestici non è possibile aggiungere un terzo apparecchio, come una lavastoviglie.

Come si calcola la potenza in kW?

Dopo aver calcolato i consumi di casa, è possibile determinare la potenza elettrica in kW da sottoscrivere all’interno del contratto. Ad esempio se si ha un sistema elettrico a pompa di calore o un impianto fotovoltaico notevole è altamente improbabile, se non impossibile, che un contratto da 1,5 kW o da 3 kW possa soddisfare le esigenze del consumatore e dell'immobile.

La scelta della potenza prevista nel contratto può essere scelta in base a diversi scaglioni di consumo, differenti tra loro per scatti di 0,5 kW. In generale le alternative disponibili, già anticipate nella tabella sopra, sono:

  • 1,5 kW che è quella base;
  • 3 kW che è quella più comune tra le utenze domestiche;
  • 4,5 kW che è la potenza dedicata a famiglie numerose o che consumano molto;
  • 6 kW che è quella adatta a chi ha una smart home senza gas;
  • Oltre 6 kW (o potenza elettrica trifase).

La potenza elettrica del contatore influisce sulla bolletta?

L'elemento che influisce maggiormente sulla bolletta in base alla potenza elettrica del contatore è la quota potenza. Cioè la voce di costo che cambia in base ai kW del contatore disponibili e non secondo il tipo di consumo. Infatti nella fattura sono diversi prezzi che cambiano in base a quanto si consuma in casa, ma la quota potenza rappresenta al contrario un prezzo fisso.

Nello specifico, questa quota fa parte delle spese per il trasporto e la gestione del contatore, che più è potente più aumentano. Prima della riforma elettrica del 2017 questa non era l'unica voce influente, bensì c'erano anche le tariffe:

  1. D2, residenti fino a 3 kW;
  2. D3 residenti con più di 3 kW e non residenti.

Al posto di queste due tariffe distinte in base ai contratti di residenti o non residenti, oggi la nuova tariffa TD prevede una classificazione di costo indistinta per i clienti domestici. L'unico elemento che cambia questo costo, come anticipato, è la potenza del contatore. Ecco sintetizzati i costi delle tariffe D2 e D3 in confronto alla TD.

Potenza elettrica kWh e costi in bolletta
TIPO DI TARIFFA QUOTA POTENZA IN BOLLETTA
TD (tariffa attuale) La quota potenza di 21,48 €/kW all'anno
Costo incluso nella spesa per il trasporto e la gestione del contatore.
Tariffa D2 (ex tariffa) 7 €/kW circa per un totale di 21€/anno
Tariffa D3 (ex tariffa) 17 €/kW quindi secondo il contatore:
  • 3 kW circa 50 € all'anno
  • 4,5 kW circa 73 € all'anno
  • 6 kW circa 98 € all'anno

Qual è la definizione di potenza elettrica fisica?

P = E / t, dove P è la Potenza in watt (W), E è l'Energia in Joule (J) e t è il tempo in secondi (s).

La formula della potenza è pari alla quantità di energia consumata nell'unità di tempo t, come intuibile da questa formula. In realtà oggi si usa come unità di misura il kWh che però è un altro modo per esprimere l'energia che nella formula fisica si indica in Joule. La differenza è che 1 kWh corrisponde a 3.600.000 Joule.

Come modificare la potenza dei contatori elettrici domestici?

Se ti sei accorto che il contatore continua a saltare per potenza superiore a quella prevista dal contratto e non hai possibilità di consumare meno, una buona idea potrebbe essere provvedere a un aumento di potenza. Questo è il caso del distacco imposto per superamento contatore, voce che puoi trovare anche nel display del dispositivo.

Innanzitutto per richiedere il cambio di questo limite è necessario rivolgersi al fornitore. La procedura è piuttosto semplice, ad esempio per l'aumento di potenza del contatore Enel è sufficiente richiedere una modifica del contratto. In generale non dovrai fare altro che contattare il servizio clienti del fornitore luce, richiedere l'aumento della potenza e fornire i dati necessari per procedere (come il codice POD o i principali dati anagrafici dell'intestatario).

È il fornitore a rivolgersi al distributore locale dopo 2 giorni dalla tua richiesta. Infatti è il distributore che si occupa della gestione e della manutenzione di contatori e rete di distribuzione, perciò è anche l'operatore a definire se sia necessario o meno un intervento sul contatore (aspetto da cui dipende il costo dell'operazione).

Quali sono le offerte luce più convenienti?

Ora che sai come scegliere la potenza elettrica per il tuo contatore luce, non rinunciare a risparmiare sulle altre voci della bolletta. Sottoscrivendo una delle migliori offerte luce del momento puoi ottenere notevoli vantaggi e condizioni contrattuali ottimali secondo le tue abitudini di consumo. In questa tabella trovi alcune delle tariffe dedicate al mondo domestico più vantaggiose del momento.

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*La spesa mensile è stata calcolata su un consumo di 1800 kWh/anno per la luce e 800 Smc/anno per il gas ad uso riscaldamento di una famiglia di 3 persone.

Domande frequenti sulla potenza elettrica del contatore

Nella fisica la potenza elettrica è la quantità di energia consumata nell'unità di tempo t in kW o Joule. Questo viene espresso nella formula P = E / t.

Nel settore delle forniture energetiche invece la potenza elettrica è considerata come il limite massimo di potenza che può essere assorbita dalla rete elettrica tramite il contatore, ad esempio nell'uso contemporaneo degli elettrodomestici.

Considerando che 1 kW è pari a 1.000 Watt, per calcolare la potenza elettrica in Watt è sufficiente moltiplicare il risultato per 1.000. Quindi se una potenza in kW è di 3,3, in Watt sarà di 3.300.

Un sistema elettrico a trifase è composto da più circuiti a corrente alternata, in quanto è basato su tre conduttori e tre fasi (solitamente indicati con le lettere R - S - T oppure con L1 - L2 - L3). Spesso questo sistema viene paragonato a quello monofase nella scelta della potenza elettrica del contatore (da qui la ricerca “formula potenza elettrica monofase”).

Nello specifico il sistema trifase è dedicato soprattutto a coloro che hanno scelto una potenza superiore a 6 kW. Per questo motivo raramente viene utilizzato nelle utenze domestiche, bensì è più gettonato negli ambiti industriali o artigianali. In questo modo si cerca di ripartire i carichi elettrici sulle tre fasi con il maggiore equilibrio possibile.

La potenza elettrica dissipata rappresenta la rapidità con cui l'energia elettrica viene trasformata in energia interna dal resistore. Ad esempio se un elettrodomestico consuma 1,5 kW significa se ad ogni secondo 1.500 Joule si trasformano in energia interna.

Solitamente la formula usata per calcolare l'energia dissipata è: P = V x I, dove V è la tensione adoperata e I è la corrente che attraversa il bipolo.

Generalmente la Pompa di Calore consuma 0,3-0,4 kW ogni ora. Di conseguenza i consumi giornalieri sono di circa 9 kWh e quelli mensili di 270 kWh. Invece per calcolare la potenza elettrica assorbita da una pompa di calore è fondamentale conoscere diversi dati, che possono essere recuperati dalle schede tecniche del singolo modello, come:

  1. La potenza di riscaldamento nominale in kW termici;
  2. La potenza assorbita in kW elettrici;
  3. Il COP (Coefficient of Performance).

Grazie a questi dati è possibile ottenere la potenza termica utile, che sarà da dividere per 2,3 così da ottenere la potenza elettrica assorbita.

Il consumo di una caldaia può cambiare notevolmente rispetto a diversi fattori, ad esempio il modello, il suo funzionamento, l'anno di produzione, l'impianto a cui è collegata e la casa produttrice.

Un altro esempio è che una caldaia elettrica di nuova generazione può richiedere circa 60 centesimi l'ora per riscaldare un'area di 100 mq, mentre i vecchi modelli possono raggiungere i 2 euro l'ora.

Quindi il modello scelto può cambiare notevolmente la potenza del contatore necessaria, in quanto ci sono macchinari che richiedono anche sistemi trifase e oltre 6 kW.

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