come aumentare la potenza del contatore enel

Scopri come si può cambiare la potenza del contatore Enel e il risparmio concreto che puoi ottenere nel farlo anche direttamente da casa.

Sommario:

Come conoscere la potenza del contatore

come conoscere la potenza del contatoreIl contatore ha diverse funzioni e ti dà la possibilità di conoscere diverse informazioni, come il codice POD, il numero cliente, le fasce orarie, e la potenza.

Per quanto riguarda la potenza del contatore, bisogna affermare che essa è una caratteristica fondamentale della fornitura.

Tale potenza si misura in chilowatt (kW) e viene indicata nella bolletta, di solito in una delle prime due pagine, all’interno della sezione “tipologia di contratto” o in quella “dati di fornitura“. Nel riquadro sarà indicata sia la potenza contrattuale impegnata sia la potenza disponibile, la quale corrisponde al 10% in più rispetto a quella impegnata.

A partire dal 2017 la scelta della potenza per il contatore domestico è cambiata. Non è, infatti, più limitata a soli quattro tipi di potenza (1,5 kW; 3 kW; 4,5 kW; 6 kW). Per garantire la selezione del valore di potenza più adatta, il cliente finale potrà ora scegliere tra un maggior numero di livelli di potenza, in base alle proprie esigenze.
La scala parte da 1,5 kW, come in precedenza, ma procede a scatti di 0,5 kW per le fasce domestiche, rispetto a quella vecchia che andava a scatti di 1,5 kW. Perciò un cliente potrà avere, ad esempio, anche gradi di potenza di 2 kW o 5 kW.

IL NOSTRO CONSIGLIO: se andrai a vivere in un appartamento normale, dunque con una normale utenza domestica, la potenza impegnata ideale è di 3 kW mentre quella disponibile è pari a 3 + il 10% di tolleranza, ovvero 3,3 kW.

Qual è la differenza tra potenza impegnata del contatore e potenza disponibile?

Entrambe si trovano in bolletta e sono espresse sotto forma di kW. Vediamo però nel dettaglio la differenza tra questi due tipi di potenza.

La potenza impegnata è quella che viene richiesta dal cliente al momento della sottoscrizione del contratto di fornitura della luce. Come anticipato in precedenza, la potenza in Italia, di un’utenza domestica comune è di 3 kW. Dal 1 gennaio del 2017, però, il cliente può scegliere liberamente a che tipo di potenza vuole associare il proprio contatore. In base alle proprie esigenze si può quindi sia diminuire, sia aumentare tale potenza.

La potenza disponibile, invece, è la potenza massima prevista dall’impianto di distribuzione al quale la vostra casa è collegata. Qualora si dovesse superare tale potenza, il contatore scatta perché, probabilmente, ci sono troppi elettrodomestici collegati e in funzione contemporaneamente. Perciò, in questi casi, bisogna staccare alcuni elettrodomestici che sono in funzione, altrimenti il contatore continuerà a scattare.

TI CONSIGLIAMO, qualora succedesse spesso, di aumentare la potenza disponibile della corrente, modificando il tuo contratto di fornitura.

Quando aumenti la potenza disponibile, aumenti di conseguenza anche quella impegnata che sarà sempre del 10% calcolato in base a quella che è la disponibile.

Per aumentare la potenza disponibile dovrai rivolgerti alla tua società di vendita. Ti ricordiamo, inoltre, che tale pratica non è gratuita ma comporta dei costi. In precedenza il contributo era di 69,36€ per ogni kW che si decideva di aumentare.

Ma a partire dal 1 aprile 2017, è previsto uno sconto del 20%.

Per la diminuzione di potenza, infine, i costi sono diversi perché bisogna pagare gli stessi costi amministrativi per il distributore locale.

Da cosa dipende la potenza del contatore?

La risposta è molto semplice. La potenza dei contatori dipende da quanti elettrodomestici sono presenti in una casa. Più ce ne sono più sarà alta la potenza necessaria per farli funzionare, al fine di evitare che salti la corrente.

Per calcolare la potenza istantanea, si sommano le potenze dei singoli apparecchi che sono accesi nello stesso tempo.

ESEMPIO: prendiamo come campione una potenza di 3 kW quella, per intenderci, di una comune utenza domestica. Con tale potenza non è quasi possibile accendere due elettrodomestici in contemporanea (ad esempio la lavatrice e il phon). Il motivo? 3 kW non sono sufficienti per sostenere un dispendio così alto di energia e dopo poco il contatore scatta.

Quale potenza indica il contatore elettronico?

quale potenza indica il contatoreQuasi tutti i contatori in circolazione, in giro per l’Italia, sono di proprietà di e-distribuzione che, poi, non è altro che Enel Distribuzione. Anche quelli non di proprietà della compagnia, però, sono praticamente dello stesso modello, dunque non cambia nulla.

Nei propri display, tali contatori elettronici, indicano solo la potenza istantanea espressa sempre in kilowatt. Essa è la potenza che preleviamo in quel preciso istante e viene registrata e aggiornata ogni 2 minuti. In questo modo si può controllare il consumo di ogni singolo elettrodomestico o apparecchio elettronico. Basta semplicemente lasciarlo accesso e spegnere tutti i restanti.

Ma nel nostro Paese, ci sono anche contatori che riportano la potenza disponibile. È il caso di quelli presenti sul territorio di Roma appartenenti al fornitore Acea.

APPROFONDIMENTO: sei hai problemi con il tuo contatore Enel, clicca qui per sapere come fare in questi casi.

Come si cambia la potenza del contatore

Contattando il proprio fornitore di energia elettrica si può cambiare la potenza del contatore. Per farlo bisogna inviare una richiesta allo stesso. Molti di dei principali, attivi sul mercato nazionale, sono dotati di siti web molto funzionali e pratici da usare. Proprio attraverso i portali sul web dei fornitori, si può inoltrare una richiesta di variazione del proprio contratto.

L’alternativa, invece, è quella di contattare, altrettanto comodamente, il servizio clienti sempre del fornitore.

Già che ci sei, potresti approfittare di tale cambio di potenza del contatore elettronico per cambiare anche fornitore. Puoi trovare offerte molto più vantaggiose della tua, senza neanche saperlo. In questa scheda diamo qualche dritta sui principali in Italia e su quale andrebbe scelto.

Quanto costa un cambio di potenza del contatore?

quanto costa un cambio di potenza del contatore elettronicoSe hai letto, nell’ordine, tutti i passaggi saprai che dal 1 aprile 2017 i costi per un cambio di potenza del contatore sono cambiati. A partire da tale data, infatti, i suddetti costi hanno subito una riduzione del 20%. Ma questa non è, come accennato, l’unica novità.

L’altra novità importante è che, dal 1 gennaio del 2017, gli aumenti possono essere fatti non più a scaglioni di 1,5 kW, ma anche di 0,5 kW alla volta.

Spesso, anzi quasi sempre, si richiede un aumento di potenza perché sono stati acquistati nuovi elettrodomestici e il nostro contatore non supporta e sopporta una maggiore quantità di potenza impegnata. Dunque scatta di continuo.

Vediamo, però, nel dettaglio, ciò che accade sia quando si chiede un aumento che quando si richiede una riduzione della potenza.

Come aumentare la potenza del contatore

Per quel che riguarda il come aumentare la potenza del contatore, va detto che fino al 2019 verrà eliminato il contributo fisso amministrativo (23€). Sarà, invece, ridotto del 20% il contributo previsto per ogni kW di potenza aggiunto.

Passiamo a vedere nel dettaglio le differenze di costi tra i due mercati:

  • Clienti mercato tutelato: i costi fissi sono quelli relativi a un contributo fisso di 27,03 € richiesto dal distributore; una quota potenza di 69,36 €/kW relativa alla potenza aggiuntiva richiesta; un contributo fisso amministrativo di 23 € (sospeso fino al 2019)
  • Clienti mercato libero: ​per questo tipo di mercato le cose funzionano in maniera leggermente differente. I costi, infatti, dipendono dalle singole condizioni stabilite dai propri contratti, salvo il discorso in cui il distributore imputa al fornitore i 27,03 € di contributo fisso più la quota per la potenza aggiuntiva di 69,36€.

Perciò i clienti del mercato tutelato e di quello libero non dovranno più pagare il contributo di 27€ e potranno sfruttare del 20% di sconto sul contributo previsto per ogni kW di potenza aggiuntiva richiesta.
Tale riduzione dei costi ci sarà fino al 2019 grazie alla pressione degli operatori affinché l’Autorità fissasse un periodo di sconto transitorio in modo da evitare ingiustificate variazioni di potenza e disparità di trattamento tra i clienti finali del mercato libero.

Come diminuire la potenza del contatore

In conclusione, per quel che riguarda il come diminuire la potenza del contatore, bisogna sapere che non ci sono costi per la quota di potenza che è prevista solo in caso di aumento della stessa. Allo stesso modo, però, sparisce il contributo fisso amministrativo fino al 2019 (lo stesso di prima di 23€).

I costi:

  • Mercato tutelato: contributo fisso di 27,03 € richiesto dal distributore; contributo fisso amministrativo di 23 € (sospeso fino al 2019) 
  • Clienti mercato libero: dipendono dalle singole condizioni stabilite da ogni contratto singolo, a meno che il distributore non decida di imputare in ogni caso, al fornitore, i 27,03 € di contributo fisso.
Cambiare la potenza del contatore Enel ultima modifica: 2018-05-24T09:13:07+00:00 da Bolletta Energia

2 Comments

  1. No. clienti 368720984
    Gentili Signori,
    siamo Tedeschi,abbiamo una casa di villeggiatura a Bardolino che usiamo tutto l’anno.Nel tempo invernale la potenza non basta spesso. Possiamo aumentare la potenza? Di quale altezza? Che Cosa dobbiamo fare? Quanta Costa L’impianto e la tariffa mesili? La mia l’italiano non basta per telefonare, cosi grazie per il Suo risposto per email

    1. Gentile utente, la potenza può essere aumentata ma deve mettersi in contatto con il suo fornitore perché noi possiamo solo fornirvi informazioni teoriche. Il resto dovrà farlo il fornitore di competenza.
      Nella speranza che riesca a risolvere i suoi problemi, le auguriamo una buona giornata.
      La Redazione

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