Vuoi pagare meno in bolletta?
I costi fissi legati alla potenza sono uguali per tutti i fornitori: sulla spesa della luce incide soprattutto l'offerta che hai scelto. Un esperto Selectra ti offre supporto e ti aiuta a trovare la tariffa più conveniente per i tuoi consumi.
Servizio gratuito · Lun-Ven 8:30-20
6,6 kW
Potenza disponibile
Il 10% in più dei 6 kW impegnati
0,5 kW
Scatto minimo di potenza
Si può scegliere liberamente fra 1 e 6 kW
~5 giorni
Tempi di attivazione
Da remoto sui contatori 2G, senza appuntamento
Cosa significa avere un contatore da 6 kW
Avere un contatore da 6 kW significa poter prelevare dalla rete fino a 6 kilowatt simultanei di potenza elettrica. È la potenza massima che gli elettrodomestici possono assorbire nello stesso istante senza far scattare il contatore. Sopra questo valore, l'interruttore stacca la fornitura per proteggere l'impianto.
Il valore che si vede in bolletta è la potenza impegnata: è quella che il cliente ha richiesto da contratto e su cui paga la quota potenza. Esiste anche una potenza disponibile, pari al 10% in più di quella impegnata per i contatori fino a 15 kW: per un 6 kW significa 6,6 kW tollerati prima dello scatto.
Dalla riforma tariffaria ARERA del 2017 la potenza impegnata si può scegliere liberamente: scatti da 0,5 kW fino a 6 kW (1, 1,5, 2, 2,5… 6 kW) e scatti da 1 kW oltre i 6 kW. Per chi installa una wallbox o ha consumi alti, è la soglia tipica oltre la quale serve passare al contatore trifase.
Quanto costano in bolletta i 6 kW: quota fissa, quota potenza, quota energia
I costi fissi annui di un contatore da 6 kW si compongono di tre voci regolate da ARERA: la quota fissa €/anno, la quota potenza €/kW/anno e la quota energia €/kWh, che insieme formano la spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Sono identiche per tutti i fornitori, perché stabilite dall'autorità.
Su un'utenza domestica residente, le prime due voci si pagano indipendentemente dai consumi: anche con casa chiusa per ferie, la bolletta non scende sotto questo zoccolo. La terza voce (quota energia) è invece proporzionale ai kWh consumati e copre parte degli oneri di sistema.
La quota fissa è uguale per tutte le potenze: è un addebito annuo per punto di prelievo, dell'ordine di una ventina di euro all'anno. La quota potenza moltiplica un valore €/kW/anno (oggi indicativamente intorno ai 25 €/kW IVA inclusa) per i kW impegnati: è la voce che cresce davvero quando aumenti la potenza. La quota energia, infine, non dipende dalla potenza ma dai kWh consumati.
In pratica, salire da 3 a 6 kW aggiunge ai costi fissi annui circa 3 kW × quota potenza, cioè una differenza dell'ordine di 70-80 € all'anno, indipendentemente dai consumi effettivi. È un valore stabile nel tempo: la quota fissa e la quota potenza vengono aggiornate da ARERA periodicamente, di solito con piccoli ritocchi. Per la cifra esatta del trimestre in corso conta sempre il dettaglio della tua bolletta o il riepilogo pubblicato sul sito ARERA.
L'incremento di costo fisso annuo del 6 kW rispetto al 3 kW è limitato (poche decine di euro): si recupera solo se la potenza maggiore evita scatti del contatore o serve davvero per elettrodomestici energivori (induzione, climatizzatore, asciugatrice, ricarica EV). La spesa di trasporto e gestione del contatore in bolletta riporta sempre il dettaglio aggiornato.
3, 4,5 o 6 kW: quale potenza scegliere
La scelta della potenza del contatore non dipende dai metri quadri dell'abitazione, ma dal numero di elettrodomestici energivori che si usano nello stesso momento. Una casa di 50 mq con piano induzione + asciugatrice + condizionatore può aver bisogno di 6 kW; un appartamento di 120 mq tradizionale può vivere bene con 3 kW.
La regola pratica è sommare la potenza assorbita dei due o tre carichi più alti che si attivano in contemporanea. Se il totale supera 3 kW frequentemente, conviene salire a 4,5 kW; se supera 4,5 kW, conviene il 6 kW. Sopra il 6 kW, è il momento del trifase.
Vantaggi
- piano cottura a induzione (assorbe da solo fino a 3,7 kW);
- climatizzatore inverter o pompa di calore in casa;
- presenza di asciugatrice, lavatrice e lavastoviglie usate in contemporanea;
- ricarica di un veicolo elettrico domestico, anche solo con presa standard;
- scatti frequenti del contatore con la potenza attuale.
Svantaggi
- cucina a gas, scaldabagno a gas, riscaldamento centralizzato;
- nessuna ricarica EV e nessuna pompa di calore;
- uso scaglionato degli elettrodomestici (lavatrice di notte, ecc.);
- si vuole evitare la quota potenza più alta del 6 kW (qualche decina di euro in più all'anno);
- contatori già da 4,5 kW che non danno mai scatti.
Prima di chiedere l'aumento, conviene fare una prova reale: tenere accesi per 30 minuti tutti gli elettrodomestici che si userebbero in contemporanea nelle ore di punta. Se l'interruttore generale non scatta, la potenza attuale è sufficiente.
Quanto costa passare da 3 a 6 kW: costi una tantum
L'aumento di potenza da 3 a 6 kW prevede tre voci di costo una-tantum stabilite da ARERA: il contributo per la potenza aggiuntiva versato al distributore (oggi indicativamente dell'ordine di 60 €/kW per gli aumenti che restano entro i 6 kW), il contributo fisso al venditore di 23 € e l'IVA al 22% sull'intera somma.
L'agevolazione del 20% sul contributo per kW, in vigore fra il 2017 e il 31 dicembre 2023, non è più applicata. Le diminuzioni di potenza, invece, restano gratuite dal lato distributore. Le cifre puntuali sono pubblicate da ARERA e dal distributore (per la maggior parte d'Italia E-distribuzione): la cifra esatta arriva nel preventivo del fornitore dopo la richiesta di aumento.
| Voce | A chi va | Cosa pesa |
|---|---|---|
| Contributo per kW aggiuntivo | Distributore (E-distribuzione) | Voce principale, proporzionale ai kW richiesti in più |
| Contributo fisso | Fornitore (venditore) | Quota fissa di 23 €, una sola volta per pratica |
| IVA | Erario | Aliquota 22% sull'intera somma |
Schema delle voci ARERA per la variazione di potenza dei contatori domestici fino a 6 kW. Importi unitari aggiornati periodicamente: la cifra esatta è quella del preventivo del fornitore.
L'adeguamento del deposito cauzionale è automatico: il distributore lo aggiorna in funzione della nuova potenza impegnata. In caso di successiva diminuzione, restituisce la quota proporzionale.
Sperimentazione ARERA per i veicoli elettrici: 6 kW gratis nelle ore non di punta
Chi possiede una wallbox dedicata alla ricarica del veicolo elettrico può partecipare alla sperimentazione ARERA che permette di disporre di una potenza fino a 6 kW gratuita nelle ore notturne e nei festivi, mantenendo la potenza inferiore (es. 3 kW) nelle ore di punta. È la formula pensata per chi vuole ricaricare l'auto a casa senza pagare la quota potenza piena del 6 kW continuativo.
Per aderire serve una wallbox riconosciuta dal distributore e una dichiarazione al proprio fornitore. L'attivazione è gratuita e non comporta cambi contrattuali: il contatore registra automaticamente le finestre orarie agevolate. La sperimentazione ha scadenza periodica e va verificata sul sito ARERA prima di richiederla.
Come richiedere il passaggio a 6 kW
L'aumento di potenza si richiede al proprio fornitore di energia elettrica, non direttamente al distributore. Il fornitore raccoglie la richiesta e la trasmette a E-distribuzione (o all'altro distributore competente sul territorio), che esegue l'intervento sul contatore. I tempi di lavorazione standard sono di 5 giorni lavorativi se non servono interventi sull'impianto.
I canali per inoltrare la richiesta dipendono dal proprio fornitore: di norma sono area clienti online, app, servizio clienti telefonico, e-mail certificata o sportello fisico. La pratica richiede solo il codice POD presente in bolletta e la nuova potenza desiderata. Se è una prima attivazione (casa nuova senza contatore), il tempo sale a circa 20 giorni e si parla di nuovo allaccio, non di aumento.
- presentare la richiesta al proprio fornitore con il codice POD e la nuova potenza;
- il fornitore inoltra a E-distribuzione e comunica i costi una tantum;
- tempi di lavorazione: 5 giorni lavorativi standard, fino a 15 in caso di interventi tecnici;
- i costi una tantum vengono addebitati nelle bollette successive, non a parte;
- il deposito cauzionale viene adeguato automaticamente alla nuova potenza.
Se si sta valutando anche un cambio di fornitore, conviene farlo prima dell'aumento di potenza: il nuovo contratto può essere già da subito attivato sui 6 kW e si evita di pagare due volte il contributo fisso del venditore. La pagina offerte luce aggiorna ogni giorno le tariffe più convenienti tra i fornitori partner di Selectra.
Vuoi capire se ti conviene davvero passare a 6 kW?
Un esperto Selectra valuta i tuoi consumi reali e ti aiuta a richiedere l'aumento di potenza al tuo fornitore senza spese di consulenza.
Servizio gratuito · Lun-Ven 8:30-20