I termini di prescrizione per tipologia

Non tutte le voci di una bolletta seguono la stessa prescrizione. Distinguere è importante perché su una stessa fattura potrebbero coesistere voci prescritte e voci ancora esigibili.

Termini di prescrizione per le voci di una bolletta
Voce Termine di prescrizione
Conguaglio (luce, gas, idrico) 2 anni (L. 205/2017)
Bolletta in acconto pagata ma poi rettificata 2 anni (parte conguaglio)
Oneri accessori (canone, quota fissa) 5 anni
Crediti residui generici 10 anni

I 2 anni del conguaglio sono il termine più favorevole al consumatore introdotto nel 2017. Si applica a luce, gas e servizio idrico.

Da quando decorre la prescrizione

La decorrenza dei 2 anni non parte dalla scadenza della bolletta originale, ma dalla data di emissione del conguaglio che la rettifica. Se quindi nel 2026 ricevi una bolletta-conguaglio per consumi del 2022, decorre la prescrizione dei 2 anni dalla data della bolletta-conguaglio.

Il termine si interrompe se il fornitore invia un sollecito di pagamento regolarmente tracciato (raccomandata, PEC) o se attiva un'azione legale: in questi casi i 2 anni ripartono da zero. Per questo è importante leggere le raccomandate ricevute dal fornitore anche se l'importo sembra irragionevolmente vecchio.

Come contestare una bolletta prescritta

Se ricevi una richiesta di pagamento che superi i 2 anni dalla data di emissione del conguaglio, hai diritto a contestarla. La procedura è.

  1. compila una lettera di contestazione con riferimento alla Legge 205/2017 e ai dati del conguaglio in contestazione;
  2. indica chiaramente la data di emissione del conguaglio e la data di ricezione del sollecito di pagamento;
  3. invia tramite PEC o raccomandata A/R al fornitore;
  4. il fornitore ha 30-40 giorni per rispondere motivatamente: di norma accoglie la contestazione se i dati sono corretti.

Se il fornitore non accoglie la contestazione e procede con sollecito o azioni di recupero, puoi attivare la conciliazione ARERA gratuita: le controversie sulla prescrizione hanno tassi di accoglimento molto alti perché la norma è chiara.

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Quanto conservare le bollette

Per coerenza con i termini di prescrizione, una buona regola è conservare le bollette per almeno 5 anni: copre le contestazioni sui conguagli (2 anni) e su oneri accessori (5 anni). Per scopi fiscali (per chi accede a detrazioni o bonus di vario tipo), può essere utile conservarle anche per 10 anni.

Per chi non ha conservato le bollette cartacee, di solito è possibile recuperarle dal proprio fornitore: la ristampa di vecchie bollette è generalmente disponibile dall'area clienti web o su richiesta al servizio clienti. I duplicati sono gratuiti per i clienti.

Domande frequenti sulla prescrizione

Calcola i giorni tra la data del primo sollecito di pagamento e la data attuale. Se sono più di 2 anni e si tratta di un conguaglio energetico (luce o gas), è prescritta per legge. Verifica anche se nel periodo ci sono state raccomandate o PEC del fornitore: ogni sollecito formale interrompe la prescrizione e fa ripartire i 2 anni.

Sì, ma è importante formalizzare la contestazione per iscritto. Senza contestazione formale, il mancato pagamento ti espone a interessi di mora e a procedure di sospensione. La contestazione PEC della prescrizione blocca l'iter di sollecito in attesa della risposta motivata del fornitore.

Sì. La Legge 205/2017 si applica a tutti i conguagli energetici, indipendentemente dal soggetto intestatario (privato, condominio, azienda, ente). Per le utenze condominiali centralizzate, è l'amministratore di condominio a gestire la contestazione per conto dei condomini.

Solo se non avevi formalizzato la contestazione al momento del pagamento. Una volta saldato senza riserva, il pagamento equivale a riconoscimento del debito e non puoi più richiedere il rimborso. Conviene quindi controllare ogni bolletta prima di pagarla, specie se contiene conguagli relativi a periodi lontani.

Può chiederlo, ma tu hai il diritto di rifiutare il pagamento invocando la prescrizione. Il fornitore non può procedere con sospensione della fornitura o azioni di recupero per voci prescritte. Se lo fa, hai motivo per attivare la conciliazione ARERA o (in casi gravi) una segnalazione formale all'autorità.

Sì. Una notifica formale di azione legale, atto di citazione o decreto ingiuntivo interrompe la prescrizione: i 2 anni ripartono da zero. Per questo, dopo una contestazione, è bene archiviare con cura le comunicazioni successive: ogni atto formale ha valore legale.