Cos'è la corrente alternata

La corrente alternata è una forma di corrente elettrica in cui la direzione del flusso si inverte periodicamente. In Italia e in tutta Europa, la frequenza standard è di 50 cicli al secondo (50 Hz): la corrente cambia direzione 100 volte al secondo, in modo regolare e sinusoidale.

È la forma di corrente che arriva a casa dalla rete elettrica, con tensione di 220 V per le abitazioni domestiche italiane. Quasi tutti gli elettrodomestici di casa (lavatrice, frigorifero, forno, illuminazione) funzionano in corrente alternata.

Il simbolo AC

Il simbolo della corrente alternata è un'onda sinusoidale (~) o le lettere "AC". Si trova su.

  • Multimetri e strumenti di misura: la modalità "AC V" o "V~" misura la tensione alternata;
  • Targhette dei dispositivi elettrici: indicano l'alimentazione richiesta (es. "220 V AC");
  • Schemi elettrici: simbolo standardizzato negli schemi di impianto;
  • Selettori di alimentazione di apparecchi che possono usare sia AC sia DC.

Differenze con la corrente continua (DC)

Confronto tra corrente alternata e corrente continua
Caratteristica Alternata (AC) Continua (DC)
Simbolo ~ (sinusoide) : (linea retta)
Direzione Cambia periodicamente Costante
Usi tipici Rete domestica, industriale Batterie, elettronica
Trasporto su lunghe distanze Più efficiente Meno efficiente

La scelta tra AC e DC dipende dall'applicazione: la AC è dominante per la distribuzione, la DC per la stazione finale di dispositivi elettronici.

Perché serve l'alimentatore

Anche se in casa hai corrente alternata, molti dispositivi elettronici funzionano internamente in corrente continua: smartphone, laptop, console videogiochi, router, TV moderne. È per questo che ogni dispositivo elettronico ha un proprio alimentatore (caricabatteria, trasformatore, adattatore) che converte la corrente alternata della rete in corrente continua adatta al dispositivo.

Lo standby degli alimentatori è una fonte non trascurabile di "consumi fantasma" in casa: tenendo collegati molti alimentatori inutilizzati, si possono perdere 20-30 watt continuativi, che equivalgono a circa 250 kWh all'anno in più sulla bolletta.

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Domande frequenti

Perché è molto più efficiente da trasportare su lunghe distanze. La tensione AC si può facilmente alzare (centinaia di kV) per il trasporto e abbassare (220 V) per l'uso domestico tramite trasformatori. La corrente continua richiede invece tecnologie più complesse e costose per le stesse operazioni.

Solo se ha un alimentatore integrato che fa la conversione. Senza alimentatore, collegare un dispositivo DC alla rete AC danneggia il dispositivo (a volte distruggendolo). Lo standard dei dispositivi domestici prevede sempre alimentatori adeguati.

In Europa e in molti altri paesi la rete è a 50 Hz. Negli Stati Uniti, in Canada e in alcuni paesi asiatici è a 60 Hz. È il motivo per cui alcuni elettrodomestici acquistati all'estero non funzionano in Italia: vanno alimentati a una frequenza diversa.

Le batterie producono e immagazzinano corrente continua (DC). Per usarle in dispositivi a corrente alternata, serve un inverter che converta DC in AC. Gli inverter sono particolarmente importanti negli impianti fotovoltaici domestici: i pannelli producono DC, l'inverter la converte in AC compatibile con la rete domestica.

La batteria dell'auto elettrica è in corrente continua. La ricarica può avvenire in AC (più lenta, da rete domestica) o in DC (veloce, dalle colonnine pubbliche). Le colonnine DC fast-charging saltano la conversione interna dell'auto e portano energia direttamente alla batteria, accelerando la ricarica.

Sì, qualsiasi multimetro standard ha entrambe le modalità. Devi però scegliere correttamente "AC V" o "DC V" sul selettore prima di misurare: selezionare la modalità sbagliata produce letture errate o, in casi estremi, danneggia lo strumento.