Come Evitare le Truffe per il Cambio Gestore Luce?

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Il cambio gestore di energia elettrica senza consenso è una pratica che si verifica spesso. Scopri cosa fare e come evitare le truffe porta a porta.


Perché Cambia Fornitore Luce Senza Consenso?

Quando ti accorgi che il tuo fornitore è cambiato senza che tu abbia fatto una richiesta specifica, è molto probabile che sia stato vittima di una truffa. Il gestore di energia elettrica o gas non può essere cambiato senza il tuo consenso, quindi se il cliente finale non decide di propria volontà di passare a un altro operatore, il cambio può essere contestato rivolgendosi all'Unione dei Consumatori. 

Tali cambi non richiesti sono fatti da società mediatrici e non dai fornitori. L'obiettivo è quello di ottenere dati sensibili dei clienti, come ad esempio il codice POD, per poter cambiare gestore a piacimento senza che l'utente ne sia consapevole. 

Con la liberalizzazione del mercato energetico in Italia è cresciuto notevolmente il fenomeno delle truffe riguardanti le utenze luce e gas.

Modalità di Truffa Gestore Energia: Quali Sono?

Per truffare un povero cliente malcapitato, vengono utilizzate diverse modalità. La prima è quella telefonica che è anche quella più comune. Il truffatore chiama il cliente presentandosi come un operatore ufficiale e autorizzato di Enel, Eni, Edison, Sorgenia, o qualsiasi altro fornitore. Dopodiché con una banale scusa, riesce ad ottenere i dati del cliente inconsapevole di ciò che gli sta per succedere. 

La seconda modalità più diffusa è quella riguardanti i falsi addetti porta a porta. Questi individui, di bella presenza e molto cordiali, si presentano alla porta come agenti ufficiali del gestore con tanto di falso cartellino di riconoscimento. Attraverso giri di parole, ottengono dati importanti dei clienti per poter effettuare i cambi senza autorizzazione.

Inoltre, sono in netta crescita anche le truffe via SMS o mail. Con link falsi o con semplici richieste del tipo "Rispondi sì a questo messaggio per pagare meno in bolletta" i truffatori riescono a ottenere un consenso da parte del cliente e successivamente i dati desiderati.

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Come Evitare di Essere Truffati da un Falso Addetto?

Evitare di essere truffati può sembrare semplice ma spesso non lo è. I falsi addetti, infatti, sono molto bravi a camuffarsi per agenti di un determinato fornitore. Quello che puoi fare è cercare di diffidare da qualsiasi ipotetico rappresentate del tuo gestore che si presenti alla porta o che ti chiami per telefono, per SMS o tramite posta elettronica. 

Il modo migliore per evitare di essere truffati è quello di non fornitore assolutamente i tuoi dati a nessuno, a meno che non sia tu stesso ad aver bisogno di comunicare con il gestore. In questo caso, rivolgendoti ad esso tramite i canali ufficiali, non correrai alcun rischio di essere vittima di truffa.

Procedura di Ripristino Vecchio Fornitore: Cos'è e Come Fare?

Visto il notevole aumento delle truffe e dei cambi non richiesti del gestore energia, l'ARERA ha introdotto una Delibera (153/2012/R/com del 19 aprile 2012 poi cambiata il 6 aprile 2017 dalla Delibera 228/2017/R/com) che permette il ripristino del vecchio fornitore da parte del cliente in tempi brevi. Tale Delibera, infatti, permette, in seguito a tutte le verifiche del caso, il ripristino veloce dello status quo contrattuale precedente

ripristino vecchio contratto

In altre parole, se sei stato truffato e hai cambiato gestore energia elettrica senza consenso, l'Autorità fa in modo che tu possa ristabilire il tuo vecchio contratto con il tuo antico fornitore in poco tempo.

Per farlo dovrai prima presentare un reclamo che dovrà essere verificato dal gestore e, nel caso, dall'Autorità. 

Con le nuove norme stabilite, il cliente domestico dovrà contestare immediatamente al nuovo fornitore il contratto, inviando un reclamo entro 40 giorni dalla ricezione della prima bolletta. Se il venditore accoglie il reclamo dovrà poi comunicare al cliente la possibilità di:

  1. Aderire volontariamente alla procedura di ripristino del vecchio contratto con il precedente fornitore
  2. Non aderire alla procedura di ripristino e attivare la conciliazione tramite l'Autorità o altri organismi giudiziari
  3. Accedere in qualsiasi momento ad altri mezzi di ricorso sia amministrativi che giudiziari.

Il venditore può respingere il reclamo che verrà destinato poi allo Sportello del Consumatore per una verifica accurata. Se il fornitore non risponde al reclamo, il cliente può rivolgersi direttamente allo Sportello. 

Per concludere, il cliente domestico dovrà poi comunicare al fornitore la propria volontà di aderire alla procedura di ripristino entro 20 giorni solari dalla data di consegna al vettore postale incaricato della risposta motivata del venditore al reclamo del cliente, o dalla data di invio della risposta motivata al reclamo mediante posta elettronica.

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