quanto consuma un condizionatore

Quanto consuma un condizionatore e quale scegliere per risparmiare? Nessun problema! In questo articolo troverai tutte le risposte.

Sommario:

Come funziona un condizionatore elettrico?

come funziona un condizionatoreUn condizionatore elettrico ha come scopo quello di ridurre l’umidità e di abbassare la temperatura del locale in cui si trova.

Il procedimento attraverso cui può fare queste due cose è legato all’evaporazione di un fluido che, evaporando, assorbe calore. Per la condensazione, invece, quando evapora cede, anziché assorbire, il calore.

Tale fluido passa per un circuito che si trova rinchiuso nei condizionatori, dopodiché evapora, grazie all’aria calda che è presente nel luogo in cui si trova, iniziando a raffreddare la stanza.

Quando, invece, passa nella parte esterna, rilascia il calore fuori creando la condensa (perciò l’unità esterna espelle condensa, che poi non è che l’acqua presente nell’aria che condensa per via del passaggio di calore).
Il processo che permette al fluido di evaporare si ha grazie a differenti pressioni dello stesso fluido. Esso, infatti, è a bassa pressione quando attraversa la batteria interna. In seguito viene compresso per entrare nel condensatore dove c’è l’alta pressione. A questo punto tocca a una valvola di espansione far tornare il fluido alla pressione più bassa. Affinché tutto questo vada a buon fine le due unità devono essere collegate tra loro con delle tubazioni adeguate che possano permettere il corretto scambio del fluido alle diverse pressioni.
Il condizionatore assorbe energia elettrica al fine di azionare il compressore che permette tutto questo processo (in particolare l’aumentare della pressione del fluido).

Quanto consuma un condizionatore?

Le componenti da tenere in considerazione quando si parla dei consumi del condizionatore sono diverse. Le più importanti, senza alcun dubbio, sono quelle legate alla classe energetica e quindi dal tipo di modello e di apparecchio che si ha.

Un’altra cosa da non trascurare assolutamente è la condizione in cui si trova il luogo in cui la macchina si trova a lavorare. Per esempio se il condizionatore si trova in una stanza in cui batte il sole più ore al giorno rispetto a un’altra, sicuramente lavorerà di più per raffreddare l’ambiente e dunque consumerà più energia. Viceversa se si trova in un ambiente ben isolato il lavoro sarà ottimale così come i consumi.

Dunque i consumi del condizionatore variano

in base alle condizioni esterne, anche climatiche, e alla zona geografica, oltre al periodo dell’anno in cui si trova a dover funzionare. Ricorda, inoltre, che i consumi non sono costanti nell’arco del periodo in cui è in funzione, ma possono diminuire e aumentare nel corso delle ore di attività.

In questa tabella (vedi sotto) abbiamo provato a fare una stima del consumo considerando un fabbisogno di freddo annuale paria  1.300 kWh.

Consumo annuale di un condizionatore per il raffrescamento

SEERClasse di efficienzaConsumo

kWh/anno

8,5A++160
5B260
3F430

Quali sono le caratteristiche di un condizionatore?

quali sono le caratteristiche di un condizionatoreLa stragrande maggioranza dei condizionatori presenti sul mercato provengono dalla Cina dunque la differenza sostanziale tra i vari che troviamo in commercio, dipende dalle prestazioni, dall’estetica e dal prezzo che è poi la somma delle altre caratteristiche a generarlo.

A partire dal 2013 sono in vigore le nuove etichette energetiche per i condizionatori d’aria che sono in grado di dare immediatamente indicazioni sui consumi che si stanno avendo.

Vediamo nel dettaglio i due principali indici di riferimento per quel che riguarda l’efficienza dei contatori:

  • Indice SEER: si riferisce al grado di efficienza durante la stagione della macchina quando è in funzione di raffreddamento
  • Indice SCOP: si riferisce al grado di efficienza durante la stagione della macchina quando è in funzione di riscaldamento

Gli indici che esistevano in precedenza, EER e COP, erano usati per il calcolo non su base annua ma solo in determinati periodi. Perciò i consumi finali stimati erano completamente diversi.

Grazie al sistema di etichette introdotto dalla Commissione europea, che differenzia in ben 7 gamme diverse le classi energetiche degli elettrodomestici, è ora possibile vedere chiaramente che tipo di prestazioni può darti un determinato apparecchio che vai a comprare.

Queste, di seguito, le classi energetiche:

  • A+++
  • A++
  • A+
  • A
  • B
  • C
  • D

L’obbligo dell’etichetta è allargato anche a quei macchinari con potenze inferiori (ad esempio 12 kW) che vengono utilizzati nel settore residenziale.
Tale regolamento ha stabilito, inoltre, criteri, molto restrittivi, per quel che riguarda la produzione intesa come fabbricazione degli stessi apparecchi elettronici. Questi dovranno rientrare nei minimi stabiliti in fatto di rumorosità e efficienza.

Ad esempio la potenza frigorifera definita in BTU (British Termal Unit) sta a indicare che tipo di capacità di raffreddamento, nel tempo, ha quel determinato frigorifero. Sembrerà assurdo ma per valutare in modo corretto la potenza di cui ha bisogno un elettrodomestico per funzionare bisogna considerare tante cose. Le più importanti sono anche le più impensabili come ad esempio la grandezza dell’ambiente in cui si trova, se è esposto al sole o se non lo è, quante e se ci sono finestre, ma anche se ci sono lampade alogene, computer o altri apparecchi che generano calore.

Che differenza c’è tra un condizionatore e un climatizzatore?

differenze condizionatore climatizzatoreUna differenziazione tra condizionatore e climatizzatore è più che opportuna in questa sede. Soprattutto perché molto spesso le due cose vengono confuse in maniera normalissima.

C’è da dire che entrambi raffreddano gli ambienti interni in cui si trovano. Ma hanno, tuttavia, tante cose in cui sono diversi l’uno dall’altro:

  • Il condizionatore: è un sistema più vecchio rispetto al climatizzatore. Con esso si può impostare solo la velocità dell’aria e non la temperatura che si desidera.
  • Il climatizzatore: decisamente più moderno ha tante altre funzioni rispetto al condizionatore tra cui quella di deumidificare l’aria e dunque ha la possibilità di regolare, abbassandola o alzandola, la temperatura dell’ambiente in cui si trova a lavorare.

Perciò se prima di leggere questo articolo eri convinto che il tuo apparecchio si chiamasse condizionatore, sappi che ti sbagliavi ma hai in realtà un climatizzatore, che rappresenta, al momento, la maggior parte degli apparecchi venduti e presenti nelle case degli italiani.

Vi segnaliamo anche alcuni dei più comuni e più venduti tipi di condizionatori presenti sul mercato. I clienti possono scegliere tra tanti tipi in base a ciò che cercano per la loro casa, azienda, ufficio o quello che sia:

  • Condizionatore senza unità esterna: quando non c’è la possibilità di installare l’unità esterna, è possibile acquistare un condizionatore che ne sia sprovvisto. Funziona allo stesso modo, ma tutti i componenti sono nella stessa macchina collegata sempre con l’ambiente esterno tramite dei tubi. La differenza sta nel fatto che è più rumoroso e le prestazioni sono naturalmente inferiori così come i prezzi al momento dell’acquisto.
  • Condizionatore con unità esterna: sono decisamente i condizionatori più diffusi perlomeno in Italia. L’unità esterna è fuori dalla finestra o balcone e con gli split collegati nelle varie zone della casa.
  • Condizionatore a pompa di calore: è quel tipo di condizionatore che funge anche al contrario, ovvero produce aria calda e dunque può riscaldare oltre che raffreddare. Ovviamente non sostituisce affatto un impianto normale di riscaldamento ma può essere un supporto utile in casi particolari per determinati tipi di case. Funziona in maniera analoga, come del resto già anticipato, ma qui il fluido, circolando nel verso opposto, evapora all’esterno e condensa all’interno. Così facendo rilascia nell’ambiente in cui si trova il calore assorbito durante il processo.

Perché in estate la bolletta è più salata?

La leggenda secondo cui in estate si consuma meno energia elettrica rimane ormai tale. Con il repentino e rapido diffondersi in quasi tutte le case degli italiani dei condizionatori e climatizzatori, le bollette della luce in estate sono diventate care quanto, se non addirittura più care, quelle del periodo invernale.

LEGGI ANCHE: tariffe luce casa vacanze, per sapere tutto sui consumi della seconda casa a mare o in montagna.

Riportiamo questo esempio di consumi datato luglio 2015 per rendere l’idea. In quel mese il picco della domanda di energia elettrica ha raggiunto il valore di 59.353 MW che è stato un record assoluto per quel che riguarda i consumi elettrici in Italia. Non solo, anche la richiesta mensile ha registrato una crescite notevoli pari a più del 13% rispetto al precedente anno (2014).
Dunque per molti italiani le bollette della luce sono decisamente più care in estate che in inverno. Risparmiare energia con il condizionatore è il primo passo verso la riduzione dei costi. Poi, è altrettanto fondamentale valutare lo stato dei propri elettrodomestici e, in seguito, valutare anche altre offerte di altre fornitori per capire se si può risparmiare cambiando fornitore di luce e gas.

Consumi di un condizionatore ultima modifica: 2018-07-04T09:15:08+00:00 da Bolletta Energia

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