Energie Rinnovabili in Italia: Quali Sono? Elenco Completo e Guida

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Energie Rinnovabili Quali Sono?
Risparmio, lavoro e sostenibilità: questi e altri sono i vantaggi delle energie rinnovabili.

L'adozione delle rinnovabili è una tappa fondamentale per raggiungere la piena sostenibilità ambientale e combattere i cambiamenti climatici. Ma cosa si intende per energie rinnovabili e come si producono? Rispondiamo a queste e a tante altre domande.


In tutto il mondo occidentale il settore energetico sta attraversando una fase che è nota a tutti come "transizione ecologica". Il modo in cui produciamo energia e il modo in cui la consumiamo non sono più compatibili infatti con l'obiettivo di raggiungere zero emissioni di carbonio entro il 2050.

Sono paventate più ipotesi per raggiungere questi obiettivi, e uno di questi è l'adozione massiccia delle energie rinnovabili. Lungi dall'essere tecnologie nuove, le rinnovabili sono protagoniste del dibattito pubblico e politico ormai da anni.

In questa pagina vedremo cosa sono le energie rinnovabili, quali sono le più utilizzate in Italia e quali sono gli incentivi per chi vuole installare un proprio impianto e favorire quindi una forma di economia circolare.

Cosa si intende per energia rinnovabile?

Per energia rinnovabile si intende quella proveniente da fonti rinnovabili, ovvero da risorse di energia fondamentalmente inesauribili.

Quando parliamo di energie e fonti rinnovabili intendiamo risorse di energia inesauribili. Sfruttare una fonte rinnovabile per produrre energia, infatti, richiede un tempo confrontabile con quello necessario alla sua rigenerazione. L'impatto ambientale, di conseguenza, risulta minimo rispetto alle fonti non rinnovabili (petrolio, gas), che invece sono limitate nella quantità e hanno tempi di rigenerazione molto elevati.

Il dibattito sulle rinnovabili in Italia è sempre aperto e molto acceso, poiché i governi che si sono susseguiti le considerano ancora oggi la principale alternativa alle fonti fossili per raggiungere uno sviluppo sostenibile e azzerare le emissioni di carbonio. Per questo motivo, non mancano gli incentivi per chi vuole installare un proprio impianto.

Quali sono le energie rinnovabili?

Le energie rinnovabili sono, in ordine sparso:

Nel grafico sottostante puoi vedere la ripartizione in percentuale delle varie fonti rinnovabili in Italia.

Fonte: YouTrend. Dati validi fino a marzo 2022.

Se ti interessa approfondire le diverse fonti rinnovabili più nel dettaglio, puoi consultare i paragrafi che seguono.

Come viene raccolta l'energia solare?

Pannello Fotovoltaico
Ecco un modulo fotovoltaico.

L'energia solare è una delle energie rinnovabili più utilizzate in Italia, in virtù delle condizioni climatiche che favoriscono l'adozione di impianti fotovoltaici. Come suggerisce il nome, l'energia solare trae la propria origine dalla trasformazione delle radiazioni solari tramite il modulo fotovoltaico (i "pannelli solari" che vedi sui tetti delle case).

La corrente prodotta dal modulo è corrente continua, trasformata dall'inverter in corrente alternata per poter essere utilizzata dentro casa. Per questo motivo, il fotovoltaico e l'energia solare sono la principale fonte di energia di chi pratica l'autoproduzione in questo ambito, complici anche i numerosi incentivi per l'installazione degli impianti.

Attenzione però! Gli impianti fotovoltaici non vanno confusi con gli impianti solari termici, che sono invece dedicati alla produzione di acqua calda, e non per la produzione di energia elettrica.

Secondo il Rapporto statistico sul Solare fotovoltaico 2021 pubblicato dal GSE, a fine anno in Italia erano installati 1.016.000 impianti fotovoltaici, per una potenza totale di 22,6 GW. La maggior parte degli impianti si trova in Nord Italia, e rappresentano il 45% della potenza complessiva installata.

Come si produce l'energia eolica?

Pale Eoliche
Esistono pale eoliche di 120 metri!

L'eolico sfrutta l'energia cinetica del vento per produrre energia rinnovabile. Questo processo avviene tramite le cosiddette pale eoliche, degli impianti che riescono a trasformare il movimento del vento in energia meccanica. Le pale, collegate a un albero e a un generatore elettrico, riescono quindi a creare energia potenzialmente inesauribile!

Poiché è necessaria una grande quantità di vento per produrre energia, gli impianti eolici vengono installati in territori in cui sono presenti moti ventosi di una certa rilevanza. Per questo motivo, esistono più differenze, che vediamo in elenco:

  • Impianti eolici on shore (a terra): sono installati sulla terraferma, in territori con molto vento;
  • Impianti eolici off shore (al largo): si collocano direttamente sul mare, considerata la maggiore velocità e costanza dei moti ventosi;
  • Impianti eolici near shore (a riva): si tratta di impianti costruiti entro dieci chilometri di distanza dal mare;
  • Impianti eolici domestici: di più modeste dimensioni, sfruttano lo stesso principio degli impianti sovraelencati.

L'impatto ambientale dell'energia eolica è praticamente nullo, e si tratta di un'energia facile da reperire e produrre. Al 2022, l'Italia è il quinto paese in Europa per quantità di impianti eolici installati.

Cosa si fa con l'energia idroelettrica?

Centrale Idroelettrica
Le dighe producono energia elettrica.

L'energia idroelettrica è la forma di energia rinnovabile più antica in Italia. Come suggerisce il nome, si tratta di un'energia originata dall'acqua e, similmente all'energia eolica, sfrutta il movimento dell'acqua e la sua energia cinetica.

L'utilizzo meccanico dell'energia idrica ha origini antichissime, essendo stata utilizzata in antichità e per gran parte del medioevo fino ai giorni nostri per l'agricoltura. Un esempio è la cosiddetta ruota idraulica, in utilizzo da millenni e ancora alla base del funzionamento di molti impianti. Una forma primordiale di energia idrica? Il mulino!

Oggi in Italia l'idroelettrico è la fonte rinnovabile più utilizzata, contando oltre il 40% della produzione di rinnovabili del Paese. Sono presenti, infatti, circa 4.300 impianti, con una produzione energetica fino ai 50.000 GWh annui.

Per quanto riguarda il funzionamento di un impianto tipo, ti basti pensare a una diga. Attraverso la creazione di un dislivello fra le masse d'acqua, il passaggio di questa dentro la diga produce energia cinetica che, grazie a delle turbine con un generatore di corrente, permette di produrre energia elettrica.

Come funziona l'energia geotermica?

Centrale Geotermica
Hai mai visto una centrale geotermica?

Meno nota delle altre forme di energia rinnovabile, l'energia geotermica sfrutta le elevatissime temperature presenti sotto la crosta terrestre per produrre elettricità.

Esistono tre tipologie di centrali geotermiche:

  • Flash: sfruttano la trasformazione dell'acqua bollente profonda e ad alta pressione in acqua più fredda. Questo processo permette di produrre energia;
  • A vapore secco: estraggono il vapore presente nel terreno e lo usano direttamente per azionare una turbina collegata a un generatore;
  • Binarie: l'acqua bollente viene fatta scorrere accanto a un fluido con un punto di ebollizione inferiore rispetto a quello dell'acqua. Di conseguenza, con il suo passaggio a stato gassoso, aziona una turbina collegata a un generatore.

La Toscana è la regione in cui storicamente sono presenti più impianti, principalmente di tipologia flash.

Che cos'è l'energia marina?

Energia Marina
Il mare è una grande fonte d'energia.

L'energia marina viene prodotta a partire dal movimento dell'acqua presente nel mare, rappresentato dalle correnti, dalle maree o dal moto ondoso. Sfruttando l'energia cinetica delle onde, è possibile dunque produrre energia elettrica.

Esistono diverse tipologie di energia marina:

  • Energia delle correnti: come suggerisce il titolo, sfrutta l'energia cinetica delle correnti per produrre elettricità;
  • Energia mareomotrice: le centrali mareomotrici sfruttano l'energia delle maree. In particolare, l'acqua viene fatta entrare dentro delle turbine che producono energia con l'alzarsi o abbassarsi delle maree;
  • Energia talassotermica: produce elettricità a partire dalla variazione di temperatura fra la superficie marina e le profondità subacquee;
  • Energia del moto ondoso: sfrutta l'energia cinetica delle onde per produrre elettricità;
  • Energia talassotermica: produce elettricità a partire dalla variazione di temperatura fra la superficie marina e le profondità subacquee;
  • Energia a gradiente salino: sfrutta la diversa concentrazione di sale fra acqua dolce e acqua di mare. Con un procedimento per osmosi, si riesce quindi a produrre elettricità.

In Italia esistono ancora pochi impianti di energia marina. Il più grande, a energia mareomotrice, è in Toscana, a Punta Righini.

Energia da biomasse: con cosa si produce?

Energia Biomasse
Biomasse: nulla va buttato!

L'energia da biomasse viene prodotta grazie al riutilizzo di prodotti organici di scarto. Gli impianti a biomassa, infatti, bruciano il legno e altro materiale di origine organica per produrre vapore che, incanalato in tubature collegate a delle turbine, dà vita a energia elettrica.

Come funziona concretamente questo processo? Vediamolo nell'elenco:

  1. I materiali vengono bruciati in una camera di combustione e producono calore;
  2. A partire dal calore viene prodotto vapore, che viene incanalato in un circuito termodinamico;
  3. Il vapore fa girare una turbina che, azionando un alternatore, produce corrente alternata;
  4. La corrente viene elevata di tensione e viene immessa nel sistema.

Un esempio di utilizzo domestico di questa energia è il camino a bioetanolo. Per chi si auspica la costruzione di un'economia circolare, le biomasse rappresentano un'importante forma di innovazione. 

Energie rinnovabili e cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici in atto sono antropogeni, hanno origine cioè dall'attività umana. Non si tratta di un'opinione, ma di un fatto universalmente riconosciuto e documentato dalla comunità scientifica. Anche se non è possibile tornare ai livelli pre rivoluzione industriale, bisogna agire adesso per evitare una crisi politica, umana, sociale ed economica senza precedenti. Il rischio è il collasso dell'umanità per come la conosciamo oggi.

Le rinnovabili, anche se non bastano da sole, costituiscono un'importante alternativa alle fonti fossili, e vanno utilizzate e fatte prosperare laddove possibile. I vantaggi sono innumerevoli, in termini di posti di lavoro creati, diminuzione dei costi dell'energia e riduzione delle emissioni di carbonio.

La Direttiva UE 2018/2001, a tal riguardo, ha fissato come obiettivo da rispettare l'introduzione delle rinnovabili in almeno il 32% del mix energetico europeo. Questa Direttiva è stata integrata dal pacchetto del piano REPowerEU, che alza la percentuale al 45% entro il 2030.

La trasformazione energetica è inoltre importante per raggiungere la totale indipendenza energetica da mercati e produttori extraeuropei.

Bonus rinnovabili 2022: cos'è e come funziona?

Per chi deve sostenere spese legate all'installazione del sistema di accumulo di un impianto fotovoltaico o di altri impianti per produrre e accumulare energia rinnovabile, potrebbe risultare interessante il Bonus Rinnovabili 2022, che è valido anche nel caso in cui siano già presenti impianti con sistema di accumulatore fotovoltaico integrato.

Il bonus consiste in un credito d'imposta, di cui ancora tuttavia non conosciamo le percentuali. In sostanza, il vantaggio è fiscale e non ha un importo preciso. Nonostante non sia stata ancora definita la percentuale del credito d'imposta, sono stati stanziati in Legge di Bilancio 3 milioni di euro.

Per richiedere gli incentivi, si può presentare richiesta sul sito dell'Agenzia delle Entrate, specificando in un apposito modulo l'importo della spesa sostenuto per l'acquisto o mantenimento degli impianti.

Il bonus rinnovabili non è cumulabile: questo significa che, una volta fatta richiesta per il credito d'imposta, non sarà possibile ottenerlo nuovamente per il 2022. 

Bonus fotovoltaico 2022: che cos'è e come richiederlo

Il Bonus Fotovoltaico 2022 è concepito per incentivare l'installazione di impianti fotovoltaici. Questo bonus è riconosciuto non solo ai proprietari di immobili, ma anche agli inquilini e ai comodatari. È possibile ottenere il bonus in due modi: tramite il Bonus Ristrutturazione e tramite il SuperBonus 110%. I tipi di vantaggi saranno differenti a seconda della casistica.

Vediamo i dettagli in tabella:

Bonus Fotovoltaico 2022: Differenze Detrazioni
Bonus Ristrutturazione Detrazione IRPEF 50% per chi, durante lavori di manutenzione straordinaria/ordinaria, installa pannelli fotovoltaici finalizzati al risparmio energetico. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di uguale importo. Il limite massimo di spesa è di 96.000€.
SuperBonus 110% Detrazione IRPEF 110% da suddividere in 5 anni per una serie di lavori di efficientamento energetico. L'incentivo si ottiene anche con i lavori trainanti, come l'isolamento termico delle superfici verticali, o l'installazione della pompa di calore. Per la detrazione bisogna migliorare la certificazione energetica APE dell'edificio di almeno due classi energetiche.

Cos'è l'economia circolare?

Quando parliamo di economia circolare intendiamo un sistema capace di rigenerarsi da solo. Ogni rifiuto dunque trova nuova vita rendendosi utile a qualcosa o a qualcun altro. Questa idea va in contrapposizione a un modello economico lineare, finora dominante, in cui ciò che produciamo, una volta finito il proprio ciclo vitale, va a riempire le discariche delle nostre città.

La transizione ecologica gioverebbe molto da un cambiamento di questo tipo. Aumentare il ciclo di vita degli oggetti e ripensare il modo in cui consumiamo potrebbe ridurre di molto le emissioni, aumentare i posti di lavoro e dare una spinta anche al PIL.

Il riciclaggio è un esempio in piccola scala dell'economia circolare. In ambito energetico, questa cosa potrebbe dirsi applicata nell'ambito dell'energia proveniente da biomasse, ovvero da scarti organici.

Auto elettriche: conviene comprarle?

Con i cambiamenti climatici alle porte, l'Europa vuole vietare la vendita di auto a combustibili fossili entro il 2035. Nonostante ciò, in Italia i numeri non sono paragonabili a quelli degli altri paesi occidentali. Dal 2017 al 2022, infatti, solo l'1,9% delle nuove auto acquistate è composto da veicoli elettrici. 

Le motivazioni dietro questo dato sono molteplici. Anzitutto, l'Italia non è un paese preparato a un exploit dell'elettrico per mancanze infrastrutturali: banalmente, mancano le colonnine di ricarica, se non nelle grandi città (e anche lì il numero è insufficiente). Inoltre, molti italiani affermano di non comprare auto elettriche per via del prezzo, ancora elevato rispetto ai classici veicoli a benzina/diesel/gpl. 

Con l'Ecobonus 2022 la situazione è leggermente migliorata, per via degli incentivi fino a 4000€ per chi acquista un'auto elettrica, ma ancora c'è un po' di strada da fare. Si stima, infatti, che l'elettrico avrà prezzi simili al fossile solo a partire dal 2026/2027

La domanda giusta dunque da porsi non è se conviene, ma se si vuole comprare un veicolo sostenibile per ridurre il proprio impatto sul riscaldamento globale in atto. Questo risponde alla sensibilità di ognuno al tema, che può risultare diversa. Per incentivi e novità ti invitiamo comunque a consultare bolletta-energia.it. 

Auto ibride e auto elettriche: qual è la differenza? La differenza principale sta nel motore. Le auto ibride, infatti, hanno comunque un motore a combustione interna, oltre a una batteria ricaricabile durante la guida. Le auto elettriche, invece, vanno necessariamente ricaricate nel garage di casa o in una colonnina pubblica.

Comunità energetiche rinnovabili: cosa sono?

Secondo una stima, entro il 2050 oltre 260milioni di cittadini europei si uniranno al mercato energetico tramite le comunità energetiche rinnovabili. Si tratta di comunità in cui l'energia viene autoprodotta e consumata dagli appartenenti alla stessa, spesso con l'ausilio di pannelli fotovoltaici. La forma giuridica è spesso la cooperativa o l'associazione.

L'obiettivo di queste comunità è rendere i cittadini partecipi della transizione ecologica, apportando benefici economici e sociali al territorio in cui esse operano. D'altra parte, la materia è ancora in via di regolamentazione in Italia. La disciplina, infatti, è stata regolata in parte solo dal Decreto Milleproroghe. Nell'articolo 42-bis leggiamo:

Le comunità energetiche hanno come obiettivo quello di apportare benefici ambientali, economici, solidali. Tutti possono partecipare alla comunità. I rapporti sono legati da contratti di diritto privato. Le comunità energetiche possono ottenere un beneficio tariffario per 20 anni.

Al momento, in Italia non esistono ancora tante comunità energetiche, e la maggior parte è concentrata nel Centro-Nord. Per qualsiasi informazione aggiuntiva, ti invitiamo a consultare periodicamente questa pagina.

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