Canone Rai: la regola della residenza
Il canone Rai è un'imposta dovuta una sola volta per ogni nucleo familiare anagrafico, indipendentemente dal numero di utenze elettriche di cui dispone. La regola operativa è semplice:
- il canone si paga in bolletta sulla casa di residenza anagrafica;
- sulle seconde case con utenza intestata allo stesso titolare della prima, il canone non si paga.
In bolletta, l'utenza domestica residente paga IVA al 10%, accisa con esenzione fino a 1.800 kWh/anno e canone Rai automatico; l'utenza non residente paga IVA al 22%, accisa fin dal primo kWh e nessun canone Rai.
Seconde case intestate a persone diverse
Quando il titolare della seconda casa è una persona diversa dall'intestatario della prima: anche se appartenente allo stesso nucleo familiare: la regola cambia. È il caso, per esempio, di marito e moglie ciascuno intestatario di un proprio contratto di fornitura elettrica residenziale:
- se entrambi i contratti sono residenziali (residenze anagrafiche diverse), il canone si paga su entrambi;
- se uno dei contratti è non residente (seconda casa) e l'altro residente intestato all'altro coniuge, il canone si paga solo sul residente.
Per evitare doppi addebiti involontari, è importante comunicare al fornitore qualsiasi modifica dello status di residenza non appena avviene il cambio: il fornitore aggiorna il regime tariffario e applica o esclude il canone di conseguenza.
Il caso di inquilini e studenti fuori sede
Per gli inquilini in affitto la regola si basa, come sempre, sulla residenza anagrafica:
- se l'inquilino ha trasferito la residenza nell'abitazione affittata, il contratto luce è residente e il canone Rai si paga;
- se l'inquilino ha solo il domicilio nell'abitazione (caso tipico degli studenti fuori sede) e mantiene la residenza presso la famiglia d'origine, il contratto è non residente e il canone non è dovuto.
Per lo studente fuori sede, il canone è già pagato dai genitori sull'utenza residenziale del nucleo familiare. Non c'è quindi alcun obbligo a carico dello studente, anche se possiede un televisore nell'appartamento universitario.
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Come evitare il doppio addebito
Capita talvolta che il canone Rai venga addebitato erroneamente sia sulla prima che sulla seconda casa. Le cause più comuni:
- l'utenza della seconda casa risulta erroneamente classificata come "residente" presso il fornitore;
- cambio di residenza non comunicato al fornitore: la vecchia abitazione resta classificata come residente anche se non lo è più;
- fornitore diverso per le due utenze: l'aggiornamento dei dati può non essere stato sincronizzato.
In tutti questi casi conviene:
- contattare immediatamente il fornitore della seconda casa per correggere lo status;
- richiedere il rimborso dei canoni indebitamente pagati tramite il modulo dell'Agenzia delle Entrate;
- verificare nella propria bolletta che la riga "canone Rai" non sia presente sulle utenze non residenti.
Domande frequenti sul canone Rai non residente
Devo pagare il canone Rai sulla mia casa al mare?
No, se l'utenza è intestata a te (stesso titolare della prima casa) e classificata come "non residente". Sulle seconde case di proprietà o in uso allo stesso intestatario della residenza il canone non si applica.
E se la seconda casa è intestata a mio figlio maggiorenne con residenza diversa?
In quel caso la seconda casa è una "prima casa" per tuo figlio: se ci ha trasferito la residenza, paga il canone. Se invece ha il solo domicilio e la residenza è ancora presso di te, il contratto è non residente e il canone non si paga.
Mi è stato addebitato il canone su entrambe le case: come faccio?
Verifica innanzitutto lo status delle due utenze contattando il fornitore. Se l'errore è classificatorio, va corretto immediatamente. Per i canoni già pagati indebitamente puoi richiedere il rimborso compilando l'apposito modulo sul portale dell'Agenzia delle Entrate.
Come comunico al fornitore la mia residenza?
Tramite area clienti online, app del fornitore, chiamata al servizio clienti o PEC con autocertificazione di residenza. Il fornitore aggiorna lo status in genere dal mese successivo alla comunicazione.