6

Classi tariffarie

Da BTA1 a BTA6, per fascia di potenza

16,5

Soglia BTA/MT

Oltre questa potenza si passa alla media tensione

~30

Quota potenza annua

Voce fissa pagata sulla potenza impegnata

22

IVA standard

10% solo per attività agevolate (codice ATECO)

Cos'è la tariffa BTA

La tariffa BTA, sigla di Bassa Tensione Altri usi, è la struttura di costi fissi e variabili che ARERA applica ai clienti elettrici non domestici con allaccio in bassa tensione (fino a 1.000 V). Riguarda quindi tutte le utenze diverse dall'abitazione: piccole attività commerciali, professionisti con partita IVA, condomini, uffici, capannoni di piccole dimensioni e i contatori di servizio come quello del garage.

La BTA non è il prezzo dell'energia: è la voce di trasporto, distribuzione, misura e oneri di sistema che compare nella sezione spesa per il trasporto e la gestione del contatore della bolletta. La quota energia (€/kWh) la stabilisce invece il fornitore con cui si firma il contratto sul mercato libero.

La BTA si suddivide in 6 classi in funzione della potenza impegnata, da BTA1 (fino a 1,5 kW) a BTA6 (oltre 16,5 kW). La quota fissa annua e la quota potenza salgono progressivamente: per questo, sopra una certa soglia di consumo, può convenire valutare il passaggio alla media tensione.

BTA vs tariffa domestica: chi paga cosa

La differenza principale tra una tariffa BTA e quella di un cliente residenziale (D2 per la prima casa, D3 per la seconda casa o le utenze non domestiche fino al 2017) sta in tre punti: la struttura dei costi fissi, la presenza di una quota potenza esplicita e l'IVA applicata. Le tariffe domestiche hanno una quota fissa unica e bassa, mentre le BTA hanno quota fissa, quota potenza e quota energia separate.

Confronto tra tariffa BTA e tariffa domestica residenziale
Aspetto Tariffa BTA Tariffa domestica
A chi si applica Clienti non domestici in bassa tensione Persone fisiche per la propria abitazione
Struttura Quota fissa + quota potenza + quota energia Quota fissa unica + quota energia (con scaglioni)
IVA 22% (10% per alcuni codici ATECO) 10%
Accise Aliquota agevolata per usi diversi dall'abitazione Esenzione fino a 150 kWh/mese (residenti, ≤ 3 kW)
Mercato Solo mercato libero (più STG residuale) Mercato libero, vulnerabili in tutela

Sintesi delle differenze normative ARERA tra utenza non domestica BT e utenza domestica.

Le 6 classi BTA1-BTA6: tabella delle potenze e dei costi fissi

ARERA classifica le utenze non domestiche in bassa tensione in sei fasce di potenza: ad ogni fascia corrisponde una classe BTA, una quota fissa diversa e una quota potenza in €/kW/anno. La somma di queste due voci è la spesa fissa che il cliente paga ogni anno indipendentemente dai consumi: anche con un negozio chiuso per ferie, la fattura non scende mai sotto questa soglia.

La tabella che segue riassume le 6 classi e fornisce una stima del costo fisso annuo (quota fissa + quota potenza, IVA esclusa) calcolato sulle componenti regolate ARERA in vigore nel maggio 2026. La cifra esclude la quota energia, che dipende da consumo e fornitore.

Classi tariffarie BTA con potenza, esempi di utilizzo e stima del costo fisso annuo
Classe Potenza impegnata Esempi di utenza Costo fisso annuo
BTA1 ≤ 1,5 kW Garage, ripostigli, contatori di servizio condominiali ~ 140 €
BTA2 1,5-3 kW Piccoli uffici, studi professionali, illuminazione scale ~ 220 €
BTA3 3-6 kW Negozi al dettaglio, parrucchieri, bar a basso consumo ~ 427 €
BTA4 6-10 kW Ristoranti piccoli, panifici, lavanderie ~ 679 €
BTA5 10-16,5 kW Officine, ristoranti medi, piccoli laboratori ~ 992 €
BTA6 > 16,5 kW PMI con macchinari, capannoni, attività energivore su quotazione

Stime dei costi fissi annui (quota fissa + quota potenza), IVA esclusa, su componenti regolate ARERA in vigore in maggio 2026. La quota energia (€/kWh) non è inclusa.

La BTA6 non ha un costo standard: oltre i 16,5 kW si applicano corrispettivi specifici e, se la potenza supera certe soglie, può convenire chiedere al distributore il passaggio in media tensione (tariffa MTA) per ridurre l'incidenza dei costi fissi sul kWh.

A chi si applica la tariffa BTA

La BTA si applica a qualunque utenza elettrica non domestica allacciata in bassa tensione, indipendentemente dal fornitore scelto e dal tipo di contratto. Il criterio non è il consumo o il fatturato dell'attività, ma la natura del punto di prelievo: se non è una casa, è BTA. Per questo molte utenze ne sono coperte anche in assenza di una vera attività commerciale.

Le tipologie di clienti che ricadono nella tariffa BTA si possono raggruppare in tre famiglie principali, qui sotto in ordine di frequenza:

  • piccole imprese e professionisti con partita IVA: negozi, bar, parrucchieri, ristoranti, studi, laboratori, capannoni di piccole dimensioni;
  • servizi comuni condominiali: contatore dell'illuminazione delle scale, dei vani ascensore, degli autoclavi e dei cancelli automatici;
  • seconde utenze non abitative: garage separati dall'abitazione, magazzini, ricoveri attrezzi, pertinenze accatastate come C/2 o C/6.

Le seconde case abitate in modo discontinuo, invece, restano sulla tariffa domestica D3: la BTA si attiva soltanto se il punto di prelievo è classificato come non residenziale. Per i contatori di garage e box auto vale la stessa regola: se il garage è pertinenza dell'abitazione e ha un contatore separato, il distributore può applicare la BTA1 anche se il proprietario è un privato.

Il caso dei condomini

Il contatore dei servizi comuni condominiali è quasi sempre in BTA1 o BTA2: serve illuminazione scale, citofono, cancello automatico e in alcuni casi l'autoclave. Anche se il condominio non è un'attività commerciale, è classificato come utenza non domestica e paga IVA al 22% piena. Conviene sempre chiedere all'amministratore di confrontare le offerte sul mercato libero, perché il contatore è quasi sempre piccolo e il risparmio sul totale annuo, in proporzione, è significativo.

Quote fisse e quota potenza: come si compone la spesa BTA

La spesa di una utenza BTA si compone di tre voci regolate ARERA più la spesa per la materia energia (€/kWh) decisa dal fornitore. Le prime tre voci formano la quota di trasporto, distribuzione, misura e oneri di sistema: sono identiche per tutti i fornitori, perché sono fissate dall'autorità.

Capire come si articola questa parte fissa serve a interpretare correttamente la bolletta e a non farsi attrarre da offerte che pubblicizzano solo il prezzo del kWh, dimenticando i costi che si pagano comunque ogni mese.

  • Quota fissa (€/POD/anno): un importo annuo per ogni punto di prelievo, indipendente dalla potenza e dai consumi;
  • Quota potenza (€/kW/anno): si paga sulla potenza impegnata da contratto, vale circa 30 €/kW/anno per le BTA fino a BTA5;
  • Quota energia (€/kWh): proporzionale ai consumi, copre oneri di sistema e parte dei costi di rete.

La quota potenza è la voce su cui si interviene quando la bolletta sembra alta rispetto ai consumi reali: chiedere al distributore una riduzione di potenza impegnata di 1 kW fa risparmiare circa 30 €/anno fissi. Va però fatto solo se la potenza ridotta resta sufficiente al carico reale, altrimenti il contatore scatta.

Mercato libero, STG e fine del tutelato per i non domestici

Per i clienti non domestici in BTA il servizio di maggior tutela è terminato il 1° gennaio 2021: da quella data le piccole imprese senza contratto sul mercato libero sono passate al Servizio a Tutele Graduali (STG), una soluzione transitoria a condizioni economiche definite tramite asta da ARERA. Il mercato tutelato per i non domestici, di fatto, oggi non esiste più.

L'STG copre solo le microimprese inattive, cioè i clienti che non hanno mai scelto un fornitore sul libero. È un servizio a scadenza: chi vuole prezzi competitivi e flessibilità deve passare al mercato libero. Chi resta in STG non rischia distacchi, ma paga condizioni standardizzate spesso meno vantaggiose delle migliori offerte commerciali.

Vantaggi

  • offerte a prezzo fisso fino a 24-36 mesi, utili per pianificare i costi;
  • tariffe indicizzate al PUN o a indici trasparenti, per chi punta a seguire il mercato;
  • servizi aggiuntivi: doppia fatturazione, fatturazione elettronica B2B, pagamento differenziato;
  • aliquota IVA agevolata al 10% se l'attività rientra nei codici ATECO previsti.

Svantaggi

  • condizioni standardizzate non sempre allineate alle migliori offerte del libero;
  • nessuna possibilità di prezzo bloccato o di scelte di fornitura green;
  • servizio transitorio: ARERA prevede la chiusura progressiva entro pochi anni;
  • copre solo microimprese, esclude le partite IVA che hanno già firmato sul libero.

Per i fornitori del mercato libero più diffusi, la BTA è un segmento dedicato: hanno offerte business specifiche con prezzi separati da quelli residenziali, fatturazione mensile o trimestrale e talvolta sconti scaglionati sul volume. Tra i principali operatori che propongono offerte BTA si trovano Enel, Edison, A2A, Iren e Sorgenia.

Energia reattiva e penali sopra i 16,5 kW

Per le utenze BTA con potenza impegnata superiore a 16,5 kW e contatore elettronico, il distributore può applicare un corrispettivo aggiuntivo (€/kvarh) per il prelievo di energia reattiva oltre soglia. È la voce che fa lievitare la bolletta delle PMI con macchinari rotanti (motori, compressori, pompe) non rifasati.

La regola pratica è semplice: il rapporto tra energia reattiva e attiva non deve superare il 33% in nessun mese. Sopra questa soglia si paga un corrispettivo per ogni kvarh in eccesso. La soluzione tecnica più comune è installare un rifasatore: l'investimento si ripaga di solito in 12-24 mesi se la penale era ricorrente.

Come scegliere l'offerta BTA giusta

Confrontare le offerte BTA è più complesso di una tariffa domestica: il prezzo del kWh non è l'unica variabile. Su una piccola attività, una quota fissa mensile alta può vanificare lo sconto sul kWh; viceversa, su un consumo elevato la differenza la fanno il prezzo della componente energia e la presenza di sconti scaglionati.

Prima di firmare, conviene verificare quattro elementi sull'offerta proposta dal fornitore:

  • tipo di prezzo: fisso (visibilità a 12-24 mesi) o indicizzato al PUN (segue il mercato, sconto iniziale spesso più aggressivo);
  • fasce orarie: il contatore è quasi sempre multiorario, quindi il prezzo cambia tra F1, F2 e F3: vale la pena guardare a quale fascia ricade il consumo principale;
  • quota fissa commerciale: alcuni fornitori la nascondono come "contributo di gestione", verifica sempre la voce €/mese o €/anno;
  • aliquota IVA: chiedere al fornitore l'applicazione dell'IVA agevolata al 10% se l'attività rientra nei codici ATECO previsti (manifatturiero, agricoltura, alcune attività di servizi).

Il modo più rapido per orientarsi è confrontare le proposte aggiornate dei principali fornitori sulla pagina offerte luce e gas business: la classifica è ordinata sulla bolletta annua stimata e tiene già conto di quota fissa, quota energia e fasce orarie.

Vuoi una stima sulla tua attività?

Un esperto Selectra confronta gratuitamente le offerte BTA del mercato libero sul tuo profilo reale di consumo. Servono solo POD e ultima bolletta.

Domande frequenti sulla tariffa BTA

No. La BTA si applica solo ai punti di prelievo classificati come non domestici: il contatore della tua abitazione resta in tariffa domestica (D2 se prima casa residente, D3 negli altri casi). Le seconde case non residenti restano in D3, non passano automaticamente in BTA.

Sì, basta richiedere al distributore una variazione della potenza impegnata: se la nuova potenza ricade in un'altra classe (per esempio passando da 4,5 kW a 7 kW si va da BTA3 a BTA4), la classe si aggiorna automaticamente. La pratica è a pagamento e ha tempi di 7-15 giorni lavorativi.

No. Si applica solo se l'attività rientra nei codici ATECO previsti dalla normativa (in particolare manifatturiero ed estrattivo). Va dichiarata al fornitore al momento dell'attivazione, allegando una autocertificazione: senza dichiarazione, l'IVA resta al 22%.

Per i non domestici la maggior tutela è terminata il 1° gennaio 2021: chi non aveva ancora scelto un fornitore è passato d'ufficio al Servizio a Tutele Graduali. Le condizioni economiche sono definite via asta ARERA e non corrispondono alle migliori offerte del mercato libero: passare al libero richiede un cambio fornitore standard, gratuito e senza interruzione di fornitura.

Dipende dal profilo di consumo. Per una BTA3 standard (negozio, 4.000 kWh/anno) il risparmio rispetto all'STG si aggira tra 100 e 250 €/anno; per una BTA5 con 15.000 kWh/anno può salire a 400-700 €/anno. La differenza maggiore si gioca sulla componente materia energia, non sulla parte regolata che è uguale per tutti.