bombola gas

I passaggi per la disattivazione o la rimozione di un bombolone GPL non sono complicati ma bisogna essere precisi nei diversi passaggi.

Come disattivare bombolone GPL: qui le informazioni principali e più utili per sapere come muoversi se si ha intenzione di cambiare casa o fornitore.

Sommario:

Cosa fare per la disattivazione

gplQuando si cambia casa o si desidera semplicemente cambiare fornitore e si è in possesso di un bombolone GPL, le cose da fare non sono così complicate ma bisogna essere però precisi sui passaggi da eseguire.

Ad esempio, se l’intenzione è quella di cambiare fornitore, bisogna recedere il contratto con il vecchio fornitore. Ma andiamo con ordine.

Nel caso in cui il bombolone GPL non sia in comodato d’uso ma è di proprietà del cliente, allora non c’è alcun bisogno di inviare richieste di recesso o di disattivazione. Il cliente, infatti, non è vincolato da nessun contratto e può rivolgersi ogni volta al fornitore che crede più opportuno.

Dunque se si è proprietari del bombolone non c’è bisogno di fare nulla.

Se invece è in comodato d’uso gratuito o addirittura in affitto, quasi certamente il cliente ha sottoscritto un contratto. Al momento di una rescissione anticipata, può essere richiesto da parte del fornitore un rimborso per le spese di installazione.

Con molta probabilità se si richiede un recesso anticipato rispetto a quanto stabilito dal contratto, il cliente andrà a pagare delle penali di non poco conto.

In ogni caso la prima cosa da fare è prendere il contratto sottoscritto e verificare:

  1. Data di scadenza del contratto stesso
  2. Se presenti, costi forfettari richiesti dal fornitore
  3. Quale sia il preavviso minimo per inviare la richiesta

Una volta fatto ciò, si può continuare con le procedure.

Rimozione del bombolone in base al tipo di contratto

rimuovere bombolaQuando il cliente avrà più chiara la sua situazione contrattuale, dopo averla verificata, può contattare il fornitore che si occuperà di svuotare il bombolone dall’eventuale GPL all’interno (che non verrà rimborsato). Dopo si potrà procedere con l’estrazione, se interrato, o la rimozione dello stesso.

Tutto questo avviene quando il contratto sottoscritto è un contratto che prevede il bombolone in comodato d’uso.

Il bombolone di proprietà, invece, viene rimosso gratuitamente. Spesso è consigliato anche riscattare il bombolone in modo da poter approfittare di offerte più vantaggiose di altri fornitori (i prezzi di un bombolone possono arrivare anche a 5.000€).

Cosa bisogna pagare e tempistiche

rimozione bomboloneAbbiamo anticipato come in base al tipo di contratto si possa fare una stima delle spese che alle quali si può andare in contro in questi casi.

Ricapitolando, bisogna pagare se il bombolone è in comodato d’uso e si fa una richiesta di disdetta del contratto prima della fine naturale del medesimo.

La motivazione per cui si paga la disdetta del bombolone GPL è semplice. Essendo tutto totalmente gratuito al momento dell’installazione, il fornitore necessita di tempi lunghi per rientrare delle spese che comunque comportano queste operazioni. Dunque una disdetta anticipata rispetto al contratto è uno svantaggio non indifferente per il fornitore che deve in qualche maniera rientrare della spesa.

Va, però, sottolineato come il costo della disdetta diminuisce più passa il tempo. Più passano gli anni dal momento dell’installazione, più si abbassano i costi del recesso.

In base, poi, al fornitore le spese da affrontare variano. Di solito si parla di cifre fortettarie stabilite dal fornitore.

Infine, per quel che riguarda i tempi, c’è da sapere che bisogna muoversi con un certo anticipo. Solitamente la richiesta di disdetta va inviata con preavviso di minimo 60 giorni. In alcuni casi, però, i tempi sono addirittura più lunghi e possono richiedere 90 giorni.

La disdetta va inviata tramite raccomandata. È preferibile che ciò sia fatto con un AR (avviso di ricevimento).

Come disattivare bombolone GPL: tutto ciò da sapere ultima modifica: 2018-03-23T10:11:19+00:00 da Bolletta Energia

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