Scopri quando è necessario fare una richiesta per un subentro gas e quali sono le modalità. In questo articolo potrai valutare anche il tempo e i costi.

Sommario:

Come faccio a sapere se ho bisogno di un subentro gas?

quando richiedere il subentro gasPrima di richiedere un subentro gas devi sapere se è l’operazione di cui realmente abbiamo bisogno. Infatti, si potrebbe fare confusione con altre operazioni che possono portare a ritardi indesiderati quando si sta cambiando casa.

Il subentro, infatti, è un’operazione che va richiesta quando, nella nuova casa in cui ci si trasferisce, non c’è gas. Per avere la certezza al 100% del fatto che il gas sia staccato, controlla il contatore del gas. Se ha il sigillo di piombo vuol dire che il vecchio inquilino ha provveduto a staccare l’utenza che prima era intestata a suo nome.

In questo caso, dunque, la richiesta da fare è proprio il subentro che ti permette di riattivare l’utenza e di intestarla direttamente a tuo nome con il fornitore che desideri.

La richiesta deve essere fatta e inviata al fornitore scelto che avrà il compito di mandare a casa tua un tecnico il quale dovrà togliere il sigillo di piombo e riattivare l’utenza del gas con il nuovo contratto sottoscritto.

Quali sono i documenti necessari per un subentro gas?

Nel momento in cui fai una richiesta al fornitore, per concludere con esito positivo il contratto, avrai bisogno di alcuni documenti che ti consigliamo di avere a portata di mano in tale circostanza. Vediamo insieme quali sono:

  • dati dell’intestatario del nuovo contratto: codice fiscale, carta d’identità, numero di telefono, indirizzo email (non obbligatorio)
  • indirizzo nuovo intestatario (residenza, fornitura e recapito delle fatture)
  • codice PDR che puoi facilmente trovare sulla bolletta del vecchio inquilino o il numero di matricola che, invece, si trova sul contatore
  • codice IBAN se desideri l’addebito diretto sul tuo conto bancario come metodo di pagamento

Quali sono i costi e le tempistiche per un subentro gas?

Partendo dai costi, diciamo che essi dipendono dal tipo di mercato energetico al quale si fa riferimento. Per il mercato di Maggior Tutela i costi amministrativi sono variabili e dipendono dal distributore locale. Tali costi vengono indicati nel contratto stesso.

In realtà anche per quanto riguarda il mercato libero vale lo stesso discorso, l’unica differenza è che il fornitore, in tale mercato, può aggiungere un costo per la gestione della pratica.

Ricorda anche che: qualora l’impianto dovesse essere soggetto alla delibera 40/2014 (impianti trasformati, modificati o mai attivati prima) il fornitore può addebitarti 40 € per gli impianti normalmente utilizzati per usi domestici.

Nel caso in cui tale accertamento non è stato possibile il fornitore ti addebita 15 € e se il Comune effettua verifiche sugli impianti, il fornitore può addebitarti fino a 60 €.

Le tempistiche, invece, sono fisse e sono state stabilite dall’Autorità che ha imposto come limite di tempo massimo per l’attivazione di un contatore del gas metano 12 giorni, ovviamente, da quando il cliente trasmette la richiesta di subentro gas al fornitore.

Da questo punto in poi, la palla passa al fornitore che ha 2 giorni lavorativi di tempo per inoltrare la richiesta al distributore locale di gas metano. Il passaggio successivo è nelle mani del distributore locale che ha un massimo di 10 giorni lavorativi per mandare un tecnico a casa tua che si occupi dell’attivazione dell’utenza del gas metano.

Qualora il distributore dovesse ritardare le operazioni e non rispettare, dunque, i limiti di tempo stabiliti e sopra enunciati, il cliente ha diritto a un rimborso automatico di 30€.

Subentro gas ultima modifica: 2018-11-12T13:51:29+00:00 da Bolletta Energia

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